Nell'ultimo periodo si sono verificati sempre più casi di batteri che aumentano la resistenza agli antibiotici. È arrivato anche in America il primo caso. La notizia viene dalla Pennsylvania, dove un batterio resistente è stato trovato nelle urine di una donna affetta da un'infezione delle vie urinarie. È stato stabilito che si trattava di un ceppo di Escherichia Coli. Lo studio non comunica lo stato di salute della donna, ma mette in evidenza che non ha viaggiato nei 5 mesi precedenti all'insorgenza della malattia.

La causa è da attribuire alla presenza di un gene batterico, chiamato Mrc-1, che permette all'agente patogeno di sviluppare resistenza, inclusi quelli di ultima generazione come la colistina. L'allarme è stato lanciato dai Centers for Disease Control and Prevention ed è stato pubblicato sulla rivista Antimicrobial Agents and Chemotherapy' dell'American Society for Microbiology.

La situazione attuale

Questa situazione sta tenendo con il fiato sospeso tutte le strutture sanitarie internazionali. Sono stati costituiti dei sistemi di sorveglianza per tenere sotto controllo la situazione.

Questi hanno rilevato un'insorgenza crescente, sia negli uomini che negli animali. Si è potuto stimare che nell'Unione Europea i casi di decessi annui causati dalla resistenza agli antibiotici è di circa 25.000. Siamo davanti ad un serio problema mondiale, che come tale deve essere gestito. Si preannuncia l'inutilità degli antibiotici nel prossimo futuro, con la comparsa di "batteri del tutto resistenti".

Il direttore dei Centers for Disease Control and Prevention, ente che si occupa di salute pubblica, ha affermato "Siamo entrati in un'era post-antibiotica". A novembre dell'anno scorso uno studio cinese ha individuato per la prima volta il gene imputato alla resistenza in batteri comuni come Escherichia Coli e Klebsiella Penumoniae. Il problema è molto serio anche perché sembra che si diffonda da un ceppo all'altro.

Questo potrebbe rappresentare un grosso problema soprattutto in ambiente ospedaliero. La mortalità per infezioni di ceppi è di oltre il 50%.

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