La psoriasi, una infiammazione della pelle, non contagiosa, può insorgere a qualsiasi età. Particolarmente colpiti sono giovani, tra 15 e 35 anni. In Italia ne soffre oltre un milione e mezzo di persone. Adesso, sul mercato, stanno arrivando nuovi farmaci per il controllo di questa patologia. L’ultimo è un anticorpo monoclonale, della Novartis, che negli studi clinici ha dimostrato una efficacia (cute esente da placche) in quasi 8 pazienti su 10. Inoltre, secukinumab è stato recentemente approvato, in Europa e negli Stati Uniti, anche per il trattamento dell’artrite psoriasica e per la spondilite anchilosante.

Come convivere con la psoriasi?

Si tratta di una patologia che può seguire delle fasi di riacutizzazione a fasi di stasi. Raramente, anche casi di remissione. Oltre all’uso di farmaci, di cui alcuni anche recenti, ci sono numerosi consigli, su specifici stili di vita che specialisti, medici, e siti specializzati, suggeriscono per convivere al meglio con questa malattia.

Con la stagione estiva in arrivo, il mare può rappresentare un opzione da valutare. L’acqua del mare contiene diversi sali minerali dotati di azione cheratolitica, anti-infiammatoria, antiossidante e antipruriginosa.

Associare la balneoterapia ad una moderata esposizione al sole, può essere un efficace trattamento nelle forme lievi di psoriasi. E’ importante comunque seguire le indicazioni del proprio medico in merito all’uso di creme protettive, modalità di esposizione al sole, accorgimenti per le docce che non devono essere né troppo calde ne prolungate.

L’alimentazione è un altro capitolo importante nella psoriasi.

Molti pazienti dichiarano di aver avuto significativi vantaggi, almeno temporaneamente, da una dieta priva di glutine e latticini. Poi ci sono alimenti, come gli alcolici, che sicuramente peggiorano la sintomatologia. Alcuni studi scientifici hanno evidenziato che i pazienti psoriasici hanno un’alimentazione sbilanciata, ricca di carboidrati, grassi saturi e colesterolo. Mentre una dieta ipocalorica, ricca di grassi insaturi, proteine e fibre, come può essere la classica dieta mediterranea, è particolarmente indicata in quanto fortemente antinfiammatoria e antiossidante.

L’attività fisica è un altro aspetto da non sottovalutare, da adattare su base individuale.

I benefici sono duplici ed entrambi vantaggiosi per la sintomatologia psoriasica (lesioni): ridurre lo stress e liberare nell’organismo fattori antiinfiammatori endogeni.

Medici e farmaci

La psoriasi è una malattia con cui bisogna convivere anche se, spesso, non è facile. Le manifestazioni cutanee creano deiproblemi psicologici ai pazienti. Per questo il rapporto tra paziente e medico, nel caso della psoriasi, deve diventare un’abitudine, con appuntamenti più volte l’anno, in base alla gravità del caso.

I dermatologi valutano la gravità della psoriasi mediante una scala di valutazione “oggettiva”, la PASI(Psoriasis Area Severity Index). Ma, in questi casi, l’oggettività mal si concilia con la soggettività perché ognuno percepisce e può reagire alla malattia in modo differente, indipendentemente dalla gravità “oggettiva”.

Al paziente importa solo una cosa: avere una “pelle pulita”, senza macchie o placche.

Pertanto, qualsiasi terapia che riesca ad assicurare questo risultato troverà certamente l’approvazione del paziente.

Finora sono state provate creme di ogni tipo, farmaci come ciclosporine, metroxate o altri più recenti. Adesso arriva in Italia anche questo anticorpo monoclonale, ilsecukinumab, per il trattamento di prima linea della psoriasi da moderata a severa. Questo nuovo trattamento farmacologico, con un farmaco biologico, dovrebbe aiutare a raggiungere l’obiettivo “pelle pulita”, avendo dimostrato di essere in grado di far scomparire le chiazze in tre mesi, diminuendo anche prurito, dolore e desquamazione.

Con risultati durevoli nel tempo, anche fino a tre anni.

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