Il messaggio 'la difterite circola in Italia' ha creato un po' di panico tra la popolazione perché il messaggio forse è passato in maniera erronea. C'è un filo davvero sottile tra l'entrare in contatto con il batterio e il contrarre la malattia e, se non si fa chiarezza, si rischia di fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Il caso che si è registrato in Italia non riguarda un malato di difterite, ma una persona che è entrata in qualche modo in contatto con il batterio che il suo sistema immunitario ha eliminato da solo.

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Resta comunque la preoccupazione per il fatto che un batterio scomparso dal 1996 abbia ricominciato a circolare, e un problema legato al suo ritorno è il calo delle vaccinazioni da parte della popolazione. Se i dati dovessero mostrare un calo ulteriore, si rischierà che il batterio prolifichi e cominci a divenire molto più forte del sistema immunitario umano.

Nel 1991 la difterite ha fatto l'ultima vittima

In Italia l'ultimo a morire di difterite è stato un bambino di 6 anni, in seguito la malattia è stata completamente debellata, e la copertura vaccinale ha permesso di non correre rischi fino ad oggi.

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Con la scoperta di un nodulo difterico le cose cambiano, non solo per la sua scoperta, ma per la sua ricomparsa in un contesto storico dove la copertura dei vaccini è scesa al di sotto del 95 percento, soglia minima consentita per considerarsi fuori da ogni rischio. Inoltre l'ISS, attraverso la voce del Presidente Walter Ricciardi, fa sapere che non è solo la difterite a preoccupare, ma potrebbero tornare anche altre malattie scomparse come ad esempio la poliomielite.

Difterite: contagio, cura e prevenzione

Il contagio della difterite avviene per via aerea, o attraverso il contatto con i vestiti dell'ammalato se questi presentano secrezioni infette. Coloro che contraggono il batterio e manifestano la malattia, vengono curati con antibiotici come Eritromicina e Penicillina, e importante rimane l'antitossina difterica che purtroppo scarseggia. Questo è dovuto al fatto che in 20 anni di scomparsa della malattia era cessata la sua produzione.

La migliore soluzione rimane comunque la prevenzione che si fa attraverso la vaccinazione. il contenuto del vaccino infatti contiene l'antitossina, e vaccinarsi aiuta ad impedire il prolificare della malattia.

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