La Depressione colpisce tutti i ceti sociali ed è diffusa in ogni parte del mondo. Finalmente è stata approntata una macchina che potrebbe riuscire a diagnosticarla e a consigliare le terapie necessarie.
Una recente ricerca ha preso in esame le differenze che intercorrono tra un gruppo di persone con depressione ed un altro di volontari sani, basandosi su una serie di esperimenti diversi dall'ordinario. In particolare, gli studiosi hanno identificato le regioni del cervello maggiormente colpite da pazienti con depressione, utilizzando algoritmi derivanti dalla teoria statistica e dall'intelligenza artificiale.
I dati provengono dalla risonanza magnetica strutturale.
Esiste un'ampia rete di regioni del cervello che comprende le variazioni di densità specifiche sia in materia grigia che bianca, nei pazienti con depressione. Queste si estendono dalle aree prefrontali del cervello ai lobi parietali (che integrano le informazioni sensoriali), e comprendono l'occipitale (coinvolto nell'elaborazione visiva). Secondo la ricerca esiste una struttura del cervello sottostante nella depressione, che potrebbe essere in grado di utilizzare queste informazioni per aiutare a fare una diagnosi.
Il macchinario potrebbe essere per tutti
Si è anche valutato se si poteva ricorrere allo stesso modello di studio tra individui di diversa etnia.
Infatti ci sono alcuni dati secondo cui le persone possono dare risposte neurali diverse in particolari situazioni a seconda della provenienza. Sulla base di questo modello, si è in grado di dire che ci potrebbe essere almeno una probabilità dell'80% che un certo paziente reagisca in maniera positiva ai farmaci antidepressivi consigliati dal macchinario e dai medici.
La scansione in sé dura circa dieci minuti. Anche se promettente, lo scanner MRI non è al momento ampiamente disponibile, e non tutti possono avere una risonanza magnetica che, ad esempio, è esclusa per coloro che portano il pacemaker. Affinché il macchinario possa essere utilizzato su vasta scala, sarebbe necessario soffermarsi sull'area del cervello maggiormente legata alla depressione, estrapolandola da altri disturbi come quello bipolare e la schizofrenia.
Inoltre pare che nel corso della ricerca sia stato riscontrato un vero e proprio marcatore biologico per la depressione. Il macchinario, al momento, è ancora usato per i test e analisi su soggetti volontari alla sperimentazione.