La resistenza agli antibiotici rappresenta un'emergenza mondiale, stando ai numeri pubblicati di recente dal mondo scientifico e riportati qui in Italia dalle principali testate giornalistiche, fra cui La Stampa. Nel mese scorso vi avevamo parlato di un batterio super resistente ai farmaci, di cui gli scienziati hanno paura. Se trenta giorni fa l'allarme era sembrato passare in secondo piano, oggi la diffusione della notizia è capillare. Nell'approfondimento della collega Angela Nanni de La Stampa, vi sono riportate le dichiarazioni del professor Mattina (ordinario di microbiologia all'Università di Milano), attraverso cui è possibile farsi un'idea ancora più completa rispetto a quanto sta accadendo nel mondo.
10 milioni di morti l'anno nei prossimi 30 anni
Entro il 2050, qualora l'emergenza non si arresti, le morti causate da resistenza agli antibiotici potrebbero salire fino a 10 milioni in dodici mesi. Cifre destabilizzanti se paragonate a quelle odierne. L'allarme, come detto nel paragrafo introduttivo, è globale. Ciò significa che non riguarda una singola nazione, un singolo continente, come siamo soliti pensare quando si verificano emergenze sanitarie. Siamo di fronte ad un fenomeno che, potenzialmente, potrebbe riguardare ognuno di noi nei prossimi anni.
Si è arrivati a questo punto per via dell'uso indiscriminato di antibiotici, utilizzati anche laddove non era necessario, come ad esempio nel caso delle infezioni virali, vedi la semplice tosse, oppure un innocuo raffreddore.
In riferimento al potenziale numero di vittime citato in precedenza, il professor Roberto Mattina sottolinea come oggi i morti per patologie oncologiche in tutto il mondo sono 8 milioni ogni anno. Dunque, se non sarà invertita la rotta, nei prossimi anni si morirà più per le malattie infettive batteriche piuttosto che per il cancro.
Che cosa possiamo fare per far sì che gli attuali scenari apocalittici siano un domani soltanto un ricordo lontano? I consigli che i medici e i professori danno sono quelli di un utilizzo consapevole degli antibiotici. Quando abbiamo un'infezione virale in corso è bene non impiegarli. Come spiegato, essi sono funzionali soltanto per aiutare il paziente a superare un'eventuale infezione batterica.
Anche in questo caso, è bene non abusare nell'assunzione dell'antibiotico, facendo sempre riferimento alla posologia prescritta dal proprio medico curante, senza inventare nulla sull'effettiva scadenza della somministrazione. La posta in palio è troppo alta per improvvisarsi dottori.