Il cancro colo-rettale è al terzo posto per incidenza tra le malattie neoplastiche nell'uomo e al secondo nella donna e costituisce rispettivamente la quarta e la terza causa di morte per cancro nell'uomo e nella donna. I principali fattori di rischio sono rappresentati dall'età, dalla familiarità-ereditarietà, dall'obesità, da fattori ambientali-dietetici e stili di vita.

Le principali complicanze sono: sanguinamento intestinale acuto e cronico, occlusione, perforazione, invasione e compressione di strutture anatomiche adiacenti (vescica, ureteri, vagina) e metastasi sia locali (linfonodi, peritoneo), sia a distanza (fegato, polmoni, encefalo e ossa).

Lo studio

Già dal 2011, alla Simon Fraser University in British Columbia, furono ritrovati batteri del genere Fusobacterium, normalmente presenti nella flora del cavo orale umano, in alcune colture cellulari di cancro del colon. Tale teoria è stata confermata recentemente nel 2017, sei anni dopo, aggiungendo un'altra informazione: non solo la conferma della presenza di Fusobacteria, ma anche la scoperta che questi microrganismi possono "viaggiare" con le cellule metastatiche. In modo particolare, sono state evidenziate correlazioni tra campioni di tumore primario e corrispondenti metastasi al fegato e si è scoperto che il ceppo è molto simile sia nei tumori primari colo-rettali, sia nelle rispettive metastasi epatiche di diversi pazienti.

Lo studio nei topi ha mostrato che le cellule tumorali colonizzate dal Fusobacterium crescerebbero più lentamente perché sensibili agli antibiotici. Nuovi studi mirati dovranno essere valutati al fine di determinare se effettivamente i batteri hanno un ruolo chiave anche nello sviluppo del cancro del colon-retto e di altri tipi di neoplasie.

Prevenzione del cancro del colon

Le caratteristiche epidemiologiche ed evolutive del cancro del colon-retto, oltre alla disponibilità di strumenti diagnostici e terapeutici appropriati, fanno di questo tumore una delle patologie ideali per una prevenzione efficace.

La prevenzione è diretta a pazienti asintomatici e ha come obiettivo l'eliminazione dei fattori di rischio per l'insorgenza (prevenzione primaria) o la diagnosi precoce (prevenzione secondaria).

Un'azione protettiva è riconosciuta dall'attività fisica, dal limitato consumo di carne rossa e cottura ad alte temperature con carbonizzazione. La prevenzione secondaria segue invece linee guida definite. Nella popolazione sana e nei soggetti con età superiore ai 50 anni, può essere utilizzato lo screening del sangue occulto eseguibile a casa e da ripetere, se negativo, ogni due anni.

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