In Tanzania, a Morogoro, dopo esperimenti iniziati nel 2007, nel centro TB della società belga Apopo, è stata fatta una scoperta entusiasmante. Utilizzando per la ricerca sulla tubercolosi dei topi africani giganti, uno di essi, il topo denominato Riziwan, ha fatto un progresso cruciale. Addestrato fin dalla nascita a riconoscere dai campioni di espettorato, l'odore della malattia, è riuscito a identificarla. Rizwan ha quasi un anno.
Il lavoro di Rizwan
Durante gli esperimenti, viene posto in una gabbia alla base della quale i tecnici di laboratorio inseriscono una barra di metallo contenente dieci campioni di espettorato umano, che sono stati inviati nel centro TB ad Atopo da una clinica dove si cura la tubercolosi.
I campioni vengono trattati tecnicamente prima di essere messi a contatto con i ratti e gli esseri umani, per evitare il pericolo di contaminazione. A questo punto nella stanza dove si effettua l'esperimento cala il silenzio. Ora tocca a Rizwan che con dovizia esamina i campioni. Ecco che si muove con velocità tra la prima e la seconda fessura, fino a fermarsi alla terza, graffiando il fondo metallico della gabbia. E' il suo modo per segnalare la presenza della tbc. E poi via, ancora al settimo e all'ottavo buco, il topo gratta, tanto che Harumi Ramadhani, supervisore della formazione, lo ricompensa con purè di banane e avocado. Bravo Riziwan. Non ha sbagliato un colpo. Ha identificato in modo corretto la malattia.
In tutto Riziwan verifica 100 campioni. Il suo lavoro si svolge nell'arco di una giornata, finché poi viene condotto in un grande box all'aperto e la gabbia utilizzata per l'esperimento viene ripulita. Sarà una femmina di nome Pink il secondo topo destinato a testare i suoi risultati. Fino ad ora, sostiene Lena Fiebig, responsabile del programma TB ad Atopo, questi esperimenti dove vengono utilizzati i topi non sono giudicati attendibili. Ma anche se dovremo attendere altri test, questi sono stati utili per contribuire a restringere l'attenzione sull'olfatto, che permette ai topi di testare 100 campioni in 10/20 minuti, al contrario di un essere umano che per farlo impiega dai 4 ai 5 giorni. E' noto che la TBC ha un odore specifico, riconoscibile ai topi che hanno un olfatto molto sviluppato.
Fiebig afferma addirittura che i cani evitano le stanze con pazienti affetti dalla malattia, e persino i medici hanno riferito di casi in cui essi stessi ne avvertono l'odore. Ricordiamo come il virus della TBC sia stato il principale killer nel mondo del 2016, con 1.700.000 morti.
Il loro olfatto alla ricerca di mine
I topi rimangono i più facili da utilizzare per gli esperimenti di ricerca, perché sanno fare un sacco di cose, persino scovare mine terrestri. Negli ultimi 20 anni i topi hanno scovato più di 100.000 mine antiuomo inesplose, in 22 milioni di mq. in Mozambico, Angola e Cambogia. L'ONG conta di utilizzare squadre in Colombia e Zimbabwe nel prossimo anno. Quando questi topi sono troppo vecchi per lavorare (vivono circa 8/9 anni), vengono ritirati nei loro box.
Burhani è il topo esploratore che, se si rivelerà in gamba, grattando il terreno sopra ogni mina sotterranea, andrà in Angola a svolgere il suo compito, per sostituire un topo che si avvicina alla pensione! Si parla di usare i topi anche nelle zone disastrate per trovare i sopravvissuti sepolti tra le macerie di edifici crollati. Benché questo tipo di ricerca crei del scetticismo per l'utilizzo dei topi, i formatori si dichiarano orgogliosi ogni qualvolta essi compiono il loro dovere in modo impeccabile. Si tratta oltretutto di una sperimentazione non dannosa all'animale, e utile all'essere umano per progredire nel campo della ricerca, di qualunque ricerca si tratti.