Mentre il picco dell’influenza è passato, a far paura ora è quella suina. La stagione influenzale di quest’anno si conferma particolarmente aggressiva, solo alla fine di gennaio erano stati confermati quasi 5 milioni di italiani colpiti dal virus, una cifra destinata a crescere a febbraio ma con una curva in discesa. Si attendono così fino a 7 milioni di persone colpite nel 2018.
L’influenza suina spaventa
Intanto, sale l’allerta per l’influenza AH1N1, conosciuta con il nome di influenza suina. In Sardegna sono stati segnalati ben 4 morti da accostare al temibile virus.
Soltanto ieri, un uomo di 61 anni di Sassari è deceduto a causa di una variante della febbre suina, che nel 2009 fece particolarmente paura e che da allora gira ogni anno sotto forma di diverse varianti. Sull’isola è la quarta morte legata all’influenza AH1N1, una tipologia talmente aggressiva che in alcuni casi può portare alla morte. Secondo Fabrizio Pregliasco, il virus circola ogni anno e in caso di complicazioni può determinare la morte in soggetti che hanno già una condizione di salute precaria. I sintomi oltretutto sono molto simili a quelli del virus classico: febbre alta, tosse secca, dolori articolari, stanchezza, mal di gola e respiro che affannoso.
Centinaia di casi gravi a causa di Yamagata, ma quanto durerà l’influenza?
In ogni caso, l’influenza suina è solo una piccolissima parte della pandemia di quest’anno. Secondo Influnet, che monitora la situazione dall’inizio della stagione, finora sono stati segnalati 78 morti a causa delle complicanze dell’influenza e ben 472 casi gravi a cui è seguito il ricovero in ospedale. I più colpiti attualmente sono i bambini tra 0 e 14 anni, una fascia di età molto critica in cui la scuola e i luoghi pubblici frequentati incidono pesantemente sulla diffusione. E non c’è una regione italiana che possa dirsi fuori. In tutte le città è stata segnalata un’attività molto alta relativa all’influenza, a dominare il ceppo B (Yamagata) e A/H1N1pdm09.
Proprio il virus B Yamagata è stato uno dei ceppi inaspettati non contenuto nel vaccino trivalente. La stagione influenzale, in ogni caso, dovrebbe continuare per altre settimane, sicuramente per tutto febbraio anche se mano a mano i casi dovrebbero diminuire fino a diradarsi a marzo. Tutto dipenderà anche dal clima e dalle prossime ondate di freddo che potrebbero esacerbare il virus. Rimangono validi i soliti consigli per evitare di ammalarsi: bere tantissimo, acqua e spremute di arance o frutta con vitamina C, seguire una dieta povera di grassi e non rinunciare all’attività fisica.