Nuovi studi suggeriscono che una combinazione di strategie - tra cui parto naturale, allattamento al seno, abbondanza di attività all'aria aperta, una dieta sana e uso razionale di antibiotici - aiutano a ridurre il rischio di allergie. La polvere sottile fa starnutire, la rinite allergica - popolarmente chiamata febbre da fieno - anche quella fa starnutire a causa del polline, ma anche la polvere e la fuliggine dai gas di scarico e la polvere dai materiali da costruzione, come anche lo smog. C’è chi è allergico alla famiglia dei farmaci antidolorifici o dei farmaci antinfiammatori non steroidei.

L'aspirina, il paracetamolo, l'ibuprofene, il diclofenac e il naprossene possono provocare in tal caso chiazze rosse pallide sulla pelle che, in linea di massima, vanno via in pochi minuti.

Qual è il motivo per cui si hanno le allergie ?

Perché, allora, il sistema immunitario va in overdrive per esposizione a certe particelle innocue? Perché la polvere ma non arachidi o viceversa, pesce piuttosto che uova? I sostenitori dell'ipotesi dell'igiene affermano che i cambiamenti ambientali, la rapida urbanizzazione, le diete alterate e l'uso di antibiotici stanno riducendo la tolleranza immunitaria e aumentando l'incidenza delle allergie.

Questa teoria è stata ora riassunta dall'ipotesi del microbioma, che sostiene che l'interazione dei microbi nell'ambiente con il microbioma umano - i 10-100 miliardi di batteri che vivono principalmente nell'intestino, e nel tratto respiratorio e nella pelle - svolgerebbe un ruolo molto importante nella regolazione immunitaria, che influenza il modo in cui l'organismo riconosce una minaccia e la demolisce.

Cosa fa aumentare il rischio di allergie ?

Una combinazione di strategie, tra cui parto naturale, allattamento al seno, maggiore esposizione sociale attraverso attività sportive e all'aperto, meno tempo al chiuso, una dieta sana a basso contenuto di zuccheri e carboidrati e uso razionale di antibiotici, aiuterebbe ad evitare il rischio di allergie.

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Salute

Un nuovo studio pubblicato all'inizio di questa settimana ha scoperto che somministrare antiacidi o antibiotici ai bambini nei primi sei mesi di vita aumenta il rischio di allergie, inclusa l'asma in età avanzata. Gli antiacidi aumentano il rischio di tutte le allergie alimentari, di asma, rinite allergica, congiuntivite allergica e allergia ai farmaci. L'uso di antibiotici durante l'infanzia comporterebbe secondo tali ricerche un aumento duplice del rischio di asma. Tra i nuovi studi pubblicati di recente in materia ricordiamo quello relativo a 792.130 bambini guidato dalla Uniformed Services University, nel Maryland, pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics.

I bimbi esaminati, che avevano assunto precocemente i farmaci antiacido è risultato dalle osservazioni mediche condotte che avevano più del doppio delle probabilità di sviluppare molto presto un'allergia alimentare rispetto a coloro che invece non avevano utilizzato tali farmaci.

Altri studi hanno scoperto che avere fratelli, frequentare la scuola materna o l'asilo nido e avere un animale domestico offrirebbe una certa protezione contro lo sviluppo di allergie. Vale la pena notare che le infezioni frequenti prima dei sei mesi aumentano il rischio di allergie cutanee, il che va contro la leggenda metropolitana che combattere le malattie infettive in età precoce protegge in seguito contro le allergie.

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