Il doping purtroppo è una piaga difficile da estirpare, negli anni la forte attività di controllo durante gli eventi di sportivi professionisti, insieme a una profonda attività di sensibilizzazione, ha fatto si che il fenomeno si riducesse. La novità emersa negli ultimi anni è che il fenomeno, grazie anche all'acquisto di sostanze proibite attraverso il cosiddetto deep-web, ha coinvolto anche gli amatori. Il Ministero della Salute attraverso una forte attività di controllo ha dunque iniziato a monitorare anche gli eventi non professionisti.

Il 27 giugno ha rilasciato un report di tale attività, che ha portato a 594 gli atleti controllati durante le manifestazione delle Federazioni sportive nazionali (Fsn), delle Discipline sportive associate (Dsa) e degli enti di promozione sportiva (Eps).

Doping, i dati diffusi sul consumo di sostanze proibite

Nel 2018 i controlli da parte del Ministero attraverso la Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive (SVD) ha interessato per il 21,1% eventi di pallacanestro, il 13,3% il calcio, il 10,2% il nuoto.

I controlli hanno coinvolto anche altri sport in minore percentuale mentre i carabinieri dei NAS hanno osservato sei gare di nuoto. La SVD ha riportato come nel 90,8% di queste (128 manifestazioni) le analisi sono state portate a termine in modo corretto, mentre in 13 eventi non è stato possibile ottenere la possibilità di controllo, ovvero il 9,2 degli eventi.

I dati elaborati e poi diffusi evidenziano dunque che su 594 atleti controllati 13, ovvero il 2,2%, è risultato positivo ai controlli antidoping.

La percentuale più elevata di sostanze con principi attivi vietati rilevati ai controlli antidoping appartiene alla famiglia di cannabinoidi (33,3%), agenti anabolizzanti (26,7%) e stimolanti (26,7%).

Per la precisione sono stati posti a controllo 388 maschi (65,3%) e 206 femmine(34,7%). L'età media è molto bassa, ovvero di 25,7 anni (26,3 i maschi e 24,7 le femmine).

Per ciò che concerne invece la posizione geografica degli eventi che hanno visto il controllo antidoping al termine delle gare risulta che il 54,9% si è svolto nel Nord Italia, il 21,1% nel Centro e il 19,5% nel Meridione e sulle Isole.

L'attività antidoping è regolamentata a norma di legge

La legge che regolamenta tale attività antidoping è la numero 376 del 14 dicembre 2000, affidata come riportato in precedenza alla SVD presso il Comitato tecnico sanitario del ministero della Salute ed è finalizzata alla lotta e alla prevenzione della diffusione del fenomeno doping nella popolazione giovanile e nei settori sportivi amatoriali e in generale alla tutela della salute nelle attività sportive.

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