L'avanzata del Coronavirus non si placa, il Covid-19 è infatti arrivato pericolosamente anche nel territorio africano, dove secondo quanto dichiarato dalle stesse autorità sanitarie internazionali si rischia un'ecatombe. "Deve svegliarsi e prepararsi al peggio" - così ha dichiarato in un suo comunicato il massimo organismo mondiale per la tutela della salute (OMS). Fino a ieri i casi accertati erano 417, mentre oggi sono arrivati a 476. Un numero ancora piuttosto limitato, così come anche quello dei deceduti, attorno alla decina, ma che fa riflettere qualora la pandemia dovesse espandersi ulteriormente negli stati dell'Unione Africana.

Maggior numero di contagi in Egitto

Nel "Continente Nero" per adesso è l'Egitto a far registrare il numero più alto di persone infette da coronavirus: secondo quanto riferisce la stampa locale questi ultimi sarebbero 166, mentre il secondo stato che sta facendo i conti con il Covid-19 è il Sudafrica, con 62 casi accertati finora. Nel continente, come riporta Il Fatto Quotidiano sulle sue pagine online, mancano laboratori e kit diagnostici. Tedros Adhanom Ghebreyesus, presidente della stessa OMS, ha riferito che il suo continente deve svegliarsi a tutti i costi e prepararsi al peggio.

Si pensi ad esempio a quello che sta succedendo in un Paese occidentale come il nostro, dove le strutture ospedaliere esistenti sono al collasso, specialmente quelle della Lombardia. Ghebreyesus ha quindi invitato tutti i cittadini africani ad evitare assembramenti di massa. Il Centro africano per il controllo e la prevenzione della malattia ha spiegato che sta monitorando la situazione insieme a tutti i Paesi che fanno parte dell'Unione Africana per poter tenere sotto controllo lo sviluppo della pandemia.

La Ong Cuamm Medici: 'Non ci sono terapie intensive'

Un altro appello disperato giunge dalla Ong Cuamm Medici tramite il suo direttore Don Dante Carraro, il quale ha spiegato che se la pandemia dovesse assumere numeri importanti nel continente in questione, non ci sarebbe il numero di terapie intensive per poter curare i pazienti. La Ong su detta è italiana ed opera in Africa da ormai 20 anni. L'Africa ha ancora addosso le ferite inferte dal virus Ebola nel 2014, che ha causato circa 11 mila morti.

Carraro riferisce che molto probabilmente nel continente, già prima che il Covid-19 facesse la sua comparsa, vi siano stati morti proprio a causa del nuovo coronavirus, solo che allora non se ne conosceva la causa.

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