Emergenza sovrappeso e obesità infantile in crescita. La tradizionale dieta mediterranea è seguita da una minoranza. Il dottor Valter Longo, direttore del Longevity Institute presso l’Università della California del Sud, ha osservato che la dieta mediterranea è "andata perduta" e che solo il 10% degli italiani la segue. La moderna alimentazione italiana si riassume nelle "cinque P": pizza, pasta, patate, proteine e pane.

La situazione è critica nel Sud Italia. In Campania, oltre il 40% dei bambini tra gli otto e i nove anni è in sovrappeso. Ponticelli, quartiere di Napoli, è nota come una delle capitali mondiali dell'obesità infantile.

Il caso di Salvatore, diciassettenne di 170 kg seguito all’Ospedale Betania: assume iniezioni di GLP‑1 prima di un possibile intervento chirurgico.

Fattori e interventi

La dieta dei bambini è caratterizzata da consumo di pizza, pasta, patate, pane, proteine e snack ultra-processati, con poca frutta e verdura. I bambini italiani sono tra i più sovrappeso d’Europa. Contribuiscono la scarsa consapevolezza dei genitori sui rischi, la carenza di spazi per l’attività fisica scolastica e una cultura che lega l'affetto al cibo.

Per contrastare il fenomeno, scuole di Napoli promuovono l'educazione alimentare. In Campania, la Fondazione Valter Longo ha attivato laboratori nutrizionali per oltre 17.000 studenti in 25 scuole.

Nel 2025, l'Italia ha approvato una legge che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, attribuendola a fattori biologici, ambientali e sociali.

Nel Regno Unito, l'obesità infantile colpisce il 22% dei bambini all’inizio della primaria e il 35% alla fine del ciclo scolastico. Interventi educativi e istituzionali mirati sono richiesti per contrastare l'obesità infantile nelle aree più colpite come il Sud Italia.