L'Emilia-Romagna ha registrato un significativo miglioramento negli indicatori relativi alle liste d'attesa nel primo semestre del 2026, consolidando i progressi rispetto allo stesso periodo del 2025. Questi dati evidenziano un incremento nella quota di prime visite specialistiche erogate entro i tempi massimi, passando dal 72,8% al 77,2%. Sebbene questo valore si collochi leggermente al di sotto della media nazionale del 78,5%, la regione si distingue tra le tre realtà che, pur non raggiungendo l'80% per le prime visite, hanno comunque segnato un chiaro avanzamento.

Ancora più marcato è il progresso per gli esami diagnostici: la percentuale di prestazioni effettuate nei tempi previsti è salita dall'83,3% all'88,3%. Questo risultato non solo supera la media nazionale dell'84,6%, ma posiziona l'Emilia-Romagna in una fascia di eccellenza.

Performance e gestione delle priorità

La Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, che ha raccolto circa 65 milioni di prenotazioni tra gennaio 2025 e aprile 2026 da strutture pubbliche e private accreditate, conferma il trend positivo. Per le prime visite, la percentuale di rispetto dei tempi in Emilia-Romagna è passata dal 73,7% del 2025 al 77,7% del 2026, avvicinandosi al dato nazionale del 78,7% registrato nei primi sei mesi del 2026.

Per gli esami diagnostici, la performance regionale ha raggiunto l’89,2% nel 2026, rispetto all’84,3% dell’anno precedente, superando la media nazionale dell’84,7%.

Un punto di forza della regione è la sua elevata capacità di prenotazione delle prescrizioni: oltre il 70% delle ricette si traduce in un appuntamento effettivo, un dato nettamente superiore alla media nazionale che si attesta intorno al 50%. Questo indica un sistema efficiente nel intercettare e accompagnare il bisogno di cura dei cittadini.

L'Emilia-Romagna dimostra inoltre un'ottima gestione delle classi di priorità. Per le prime visite con priorità U (urgenti, entro tre giorni), la garanzia di accesso è dell’83,1%. Per quelle con priorità D (differite, entro 30 giorni), la garanzia raggiunge il 77,4%.

Si registra anche una delle percentuali più basse a livello nazionale di prescrizioni in classe P (programmabili, entro 120 giorni), a testimonianza di un utilizzo appropriato delle classificazioni e di una maggiore trasparenza nelle indicazioni cliniche.

L'impegno per una sanità accessibile e trasparente

L'assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha attribuito il trend di miglioramento a un "lavoro costante e quotidiano" svolto sia a livello regionale con indirizzi specifici, sia attraverso l'operato delle aziende sanitarie. Fabi ha evidenziato l'importanza di concentrarsi sulla presa in carico dei pazienti e sull'appropriatezza delle prescrizioni, in particolare per la specialistica ambulatoriale e la diagnostica.

La regione si conferma un punto di riferimento nel panorama nazionale per l'accesso al sistema di prenotazione (CUP) e per l'applicazione coerente delle classi di priorità. Questo impegno si traduce in una sanità pubblica sempre più accessibile, trasparente e orientata ai cittadini. I risultati sono frutto di un lavoro strutturale che ha coinvolto tutte le aziende sanitarie, attraverso l'organizzazione delle agende, la digitalizzazione, l'integrazione dei sistemi e la creazione di gruppi multiprofessionali per promuovere l'appropriatezza prescrittiva, in linea con le direttive nazionali.