L’Università della Basilicata ha formalmente richiesto al Ministero l’attivazione delle scuole di specializzazione della facoltà di Medicina. L’annuncio è stato dato dal Rettore Ignazio M. Mancini, il quale ha espresso l’attesa per una risposta ufficiale nei prossimi giorni. Questo passo è cruciale per consentire all’Ateneo di offrire un percorso formativo completo ai giovani medici, rispondendo così alle esigenze del territorio lucano.
La crescita della Facoltà di Medicina e l'impegno per la formazione specialistica
La facoltà di Medicina dell’Università della Basilicata ha registrato una significativa progressione nel numero degli iscritti.
Partita con 60 studenti al primo anno, ha visto un incremento a 83 nel secondo e ha raggiunto i 90 iscritti nell’anno accademico in corso. Questa costante crescita testimonia l’attrattiva del corso di studi e rafforza la motivazione dell’Ateneo a completare l’offerta formativa con le scuole di specializzazione, permettendo ai futuri professionisti di specializzarsi direttamente in Basilicata.
Unibas: tra sfide demografiche e successi accademici
Il Rettore Mancini, il cui mandato si concluderà il 1° ottobre con l’insediamento del successore Fabrizio Caccavale, ha tracciato un quadro del valore dell’Unibas. Un dato significativo evidenzia come l’80% dei laureati dell’Ateneo sia il primo della propria famiglia a conseguire un titolo universitario, un valore nettamente superiore alla media nazionale del 65%.
Nonostante questo successo qualitativo, il numero complessivo degli iscritti, che si attesta tra i 1.300 e i 1.400, pur mantenendosi stabile, non soddisfa pienamente le aspettative. Tale stabilità si inserisce in un contesto regionale che ha visto la Basilicata perdere l’8% della popolazione giovanile in età universitaria nell’ultimo decennio, una tendenza demografica che l’Ateneo cerca di contrastare con la qualità dell’offerta formativa e delle infrastrutture.
Mancini ha inoltre evidenziato la buona salute dell’Ateneo, che ha saputo affrontare anni complessi caratterizzati da una carenza di risorse ministeriali. Fondamentale è stato il sostegno della Regione Basilicata, che ha garantito un contributo annuale di 14 milioni di euro.
L’Università ha dimostrato dinamismo anche nella partecipazione a importanti iniziative nazionali, come i progetti del PNRR, per un valore complessivo di 30 milioni di euro, e ha intensificato le collaborazioni con altri Atenei, creando una rete virtuosa. Per quanto riguarda le graduatorie nazionali, il Rettore ha sottolineato un miglioramento continuo, pur precisando che tali classifiche, che vedono l’Unibas oscillare tra il nono e l’ottavo posto, possono talvolta essere fuorvianti. L’Ateneo si distingue per la garanzia della totalità delle borse di studio e per gli elevati tassi di occupazione dei suoi laureati: il 60% trova impiego in Basilicata e il 75% nel Sud Italia, confermando il ruolo centrale dell’Università della Basilicata nello sviluppo del territorio.