Manifestazione di costernazione ed affetto giungono da moltissimi personaggi del mondo del calcio, sia calciatori che dirigenti, che allenatori, per la morte prematura, a causa di un brutto male, di Carmelo Imbriani, solo 37 anni, 30 dei quali spesi a rincorrere un pallone.

Carmelo Imbriani nasce in un paesino piccolo ma famoso della provincia di Benevento, San Giovanni di Ceppaloni, famoso perché ha dato i natali anche ad un politico di fama nazionale, Clemente Mastella; cresce calcisticamente nelle giovanili del Napoli e, a soli 19 anni, fa il suo esordio in serie A con la squadra partenopea, dove rimane a giocare 3 anni.

Successivamente calca vari campi da gioco di Serie A e B, facendosi sempre apprezzare da tutti, oltre che per le doti calcistiche, anche e soprattutto per quelle umane: sempre disponibile con tutti, sempre pronto ad aiutare qualche compagno in difficoltà o a partecipare a varie iniziative benefiche.

A fine carriera il ritorno nella sua Benevento, dove gioca in Lega Pro da capitano dei giallorossi, diventando il beniamino del pubblico locale.

Quando, due anni fa, l'allenatore del Benevento calcio viene esonerato, ci si accorge che Carmelo Imbriani, ha trovato il tempo di prendere il patentino da allenatore a Coverciano, quindi il Presidente gli affida il delicato ruolo di Mister di una squadra professionistica con ambizioni di tentare la scalata alla serie B; il tutto quando Carmelo ha solo 34 anni.

Due anni in cui si fa apprezzare anche come allenatore, poi, improvvisamente, il 13 luglio dello scorso anno, in ritiro con i suoi a Perugia, una bronchite, la febbre è alta, Carmelo chiede alla Dirigenza di tornare a casa.

Purtroppo, già dalla visita medica, la diagnosi è delle peggiori: la bronchite è solo una conseguenza, Imbriani ha la leucemia. Da allora sette mesi di inutili cure, di inutili speranza, di inutili viaggi, per colui che per i campani e non solo resterà sempre "il capitano".