Sono passati appena due giorni dalla conquista matematica dello scudetto, ma Antonio Conte è già proiettato con la testa verso il futuro. A breve parlerà con la dirigenza bianconera, a cui esporrà le sue idee per la Juventus della nuova stagione che si troverà davanti il difficile compito di confermarsi, per la terza volta consecutiva, campione d'Italia e di cercare di fare meglio in Champions League, dove quest'anno ci si è fermati ai quarti di finale contro il fortissimo Bayern Monaco.

Conte, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha le idee molto chiare: "Quando sento dire che la Juve con due acquisti potrebbe vincere la Champions, mi viene da ridere. La realtà è diversa:  negli ultimi anni la vetta in Europa si è allontanata. Per ridurre il gap il modello da seguire è quello del Bayern Monaco: un progetto serio iniziato anni fa alla cui base c'è una precisa organizzazione di gioco, una società disposta ad effettuare i giusti investimenti e un'attenta gestione del vivaio.

Higuain, Ibrahimovic o Suarez? Li prenderei tutti e tre, ma non bastano per vincere la Champions".

Conte nella lunga intervista ha parlato anche della stagione appena trascorsa, nella cui prima metà non ha potuto sedere sulla panchina bianconera a causa della squalifica ricevuta per la vicenda scommesse. L'allenatore juventino ha definito quel periodo "una cicatrice profonda" visto che ritiene un'ingiustizia la squalifica di 4 mesi subita.

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Zeman, storico "nemico" della Juventus, nei giorni scorsi ha fatto i complimenti a Conte definendolo il miglior allenatore italiano e il tecnico bianconero ha detto di aver apprezzato le parole del tecnico boemo, a cui ha restituito i complimenti per la fantastica stagione con il Pescara l'anno scorso.

All'estero Conte ha detto di apprezzare molto il lavoro di Heynckes al Bayern Monaco, per lui la squadra più forte in Europa attualmente.

Complimenti anche per Guardiola, "uno tra i migliori allenatori in circolazione", e per Mourinho, "riesce ad avere sempre il 100% dalla sua squadra". Per quanto riguarda gli allenatori da cui si è ispirato, Conte ha citato Sacchi, Lippi e Trapattoni.

Maradona è il giocatore più forte che Conte ha visto nei suoi 30 anni di calcio: "Mi è capitato di marcarlo, era uno spettacolo. Negli occhi aveva la gioia di un bambino che gioca per la prima volta".

Altri giocatori che lo hanno colpito sono Messi e il "Fenomeno" Ronaldo. Oggi, in Italia, oltre ai giocatori della Juventus, stravede per Cavani: "Un attaccante così completo è difficile da trovare". Si dichiara positivo sul futuro calcistico dell'Italia con alcuni giovani, cita El Shaarawy e Insigne su tutti, che porteranno in alto la nazionale. 

In chiusura gli viene chiesto se resterà alla Juve e in caso quali acquisti chiederà, ma Antonio Conte non si sbottona: "Di queste cose parlerò solo con il presidente e con Marotta. È una questione di rispetto nei confronti della società e dei miei giocatori".



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