Maggio 2002, Piacenza – Verona 3-0: i gialloblù dell'Hellas Verona retrocedononella serie cadetta dopo sole tre stagioni, passate tra un campionatoscintillante alla guida dell'allor giovane Cesare Prandelli, un campionatothrilling con annessa salvezza miracolosa a Reggio Calabria sotto la guida diAttilio Perotti, ed una stagione vissuta in zona uefa nella prima parte maconclusa con un crollo verticale nel girone di ritorno e culminata con quelfatidico 5 maggio (Alberto Malesani in panchina).
Fine estate 2013: undici anni dopo l'Hellas Veronaritrova la massima serie.
Undici lunghi anni passati tra campionati anonimi di serie b (sesi esclude la stagione 2004-2005 con Massimo Ficcadenti sulla panchina e laserie a quasi sfiorata) sfociati con la retrocessione nell'allora serie c1,diventata poi Lega Pro – prima divisione, nella stagione 2006-2007. Da quell'eventogli anni più bui della storia del centenario Hellas, anni passati tra problemisocietari, lo spareggio per non retrocedere a Busto Arsizio, il rischio delfallimento, la serie b mancata sul finale nella stagione 2009-2010.
L'annodella svolta il successivo, 2010-201: le premesse non sono buone, il tecnicoGiuseppe Giannini naufraga nel nuovo assalto alla serie b e dal 9 novembre 2011la società trova la brillante idea di fargli subentrare Andrea Mandorlini, ilquale con un recupero formidabile riesce ad acciuffare nel finale di stagione iplay-off e successivamente a vincerli, a Salerno, riportando l'Hellas in unacategoria più consona.
Ne susseguono due stagioni di serie B esaltanti, dove ilcondottiero Andrea (entrato ben presto nei cuori veronesi) porta squadra ecittà vicina al sogno del pronto ritorno in massima serie già nella primastagione, da outsider…sogno solo rimandato di una stagione, 18 maggio 2013,Verona – Empoli 0-0: è il punto che basta per la certezza del ritorno tra igrandi d'Italia.
Undici anni dopo, tra dolore, passione e gioia l'Hellas Veronaritrova la massima serie.
In poche stagioni cambiano così gli avversari; si passeràdal Sorrento al Milan, dal Foligno alla Juve, dal Pergocrema all'Inter: altra musica, altro spettacolo.
L'Hellas è abituato a farlo in campo e specialmente suglispalti, dove il fedele pubblico gialloblù non ha mai fatto mancare il supportocarico di passione nemmeno negli anni bui della Lega pro, con una mediaspettatori sempre superiore le 10.000 unità, che avrebbero messo lo stessopubblico davanti a molti club di serie a degli ultimi anni come mediaspettatori.
Il ritorno nel grande calcio è anche merito dell'imprenditoreGiovanni Martinelli, colui che ha salvato l'Hellas dal fallimento e riportatonella serie cadetta, ma specialmente della nuova società, insediatasi all'iniziodi quest'ultima stagione, con a capo Maurizio Setti, imprenditore bolognese, ilquale ha riportato dopo troppi anni una società organizzata come da tanto nonsi vedeva, con tutti gli uomini al posto giusto (Sogliano ds, Gardini dg),riuscendo a far avvicinare al marchio Hellas Verona un importante sponsor delcalibro di Nike, finora sponsor di solo top club.
Insomma, tutto è pronto per il ritorno nel grande calcio dell'HellasVerona, con un'intera città pronta a cantare e a sostenere "la più grandesquadra che il Mondo ha visto mai".