Nella finale di Confederations Cup 2013, il Brasile umilia i campioni delmondo e d’Europa della Spagna in un Maracana gremito, mentre la cronaca dellapartita parla di un Neymar incontenibile, che è stato anche uno dei marcatoridel Brasile e di un impianto di gioco spagnolo in piena crisi.

La Confederetions Cup 2013 è la terza consecutiva vinta dai verdeoro, ma il dato incontrovertibile è che la Spagna sta perdendo lentamente il suo primato, siain fatto di risultati, sia in fatto di gioco espresso, come era risultatopalese già nella semifinale disputata giovedì contro l’Italia.

Certo, la presenza di un campione ormai indiscusso come ilgiovane Neymar nelle fila brasiliane ha contribuito non poco al successo deicarioca, anche se è stata netta la supremazia di tutto il team di Scolari pergran parte dei 90 minuti: la sconfitta spagnola non è attribuibile soloai tre episodi dei gol, marcatori dei quali sono stati lo stesso Neymar e perben due volte l’efficacissimo Fred, ma ad un modo di intendere il calcio degliiberici, fatto di lunghi e precisi fraseggi a centrocampo, che evidentementesta andando in crisi di fronte alla nuova scuola sudamericana.

La Confederations Cup 2013 si è caratterizzata anche per inumerosi incidenti tra manifestanti e forze dell’ordine brasiliane, che sonocontinuati anche durante la partita di ieri, con episodi anche cruenti.

Per le pagelle dei due marcatori, assegniamo un 9 pieno aNeymar, semplicemente un marziano, campione vero e pronto per l’avventura neipiù grandi club europei, ed un 8,5 a Fred, certo meno completo tecnicamente, meno bello davedere, ma tremendamente cinico ed efficace in area di rigore