Rebecca Gariboldi, vicecampionessa italiana di ciclocross elite, ha espresso la sua profonda delusione per non essere stata convocata dal CT Daniele Pontoni per i Campionati del Mondo di specialità che si svolgeranno a Hulst dal 30 gennaio al 1° febbraio. In un post sui social, Gariboldi ha condiviso il suo stato d'animo, scatenando una reazione tra gli appassionati e addetti ai lavori del settore, che non hanno mancato di criticare la scelta di portare ai Mondiali solo un'atleta della categoria elite. Gariboldi ha descritto la sua esclusione come un'ingiustizia, sottolineando l'impegno e i sacrifici che ha fatto nel corso dell'ultimo anno.
Gariboldi: 'Ho alzato l'asticella più di quanto sognassi'
"Niente Campionato del Mondo. Nemmeno dopo aver alzato l’asticella più in alto di come immaginavo nei miei sogni," ha scritto Gariboldi, mettendo in evidenza quanto lavoro ci sia dietro le sue prestazioni, culminate con il nono posto della tappa di Coppa del Mondo di Hoogerheide.
La ciclista ha poi evidenziato come il miglioramento ottenuto abbia portato a risultati soddisfacenti, ma che questa mancata convocazione rappresenta una delusione non solo personale, ma anche collettiva per il mondo del ciclocross.
'Non essere ai Mondiali è frustrante'
Gariboldi ha messo in risalto che per la gara elite femminile ci sarebbero stati altri posti disponibili e che diverse atlete avrebbero meritato la convocazione.
"Essere a livello delle 10 migliori atlete al mondo e dover guardare il campionato del mondo da casa, è a dir poco frustrante e ingiusto," ha aggiunto, esprimendo la propria amarezza per una selezione che, a sua opinione, non tiene conto dei progressi e delle qualità dimostrate da molte cicliste italiane.
Il dibattito sulla selezione degli atleti per eventi di così grande prestigio come i Mondiali di ciclocross è complesso e spesso genera polemiche. Gariboldi ha voluto far sapere che, nonostante la sua esclusione, continuerà a dare il massimo per il suo sport, augurando successo a tutte le atlete che rappresenteranno l'Italia. Tuttavia, rimane ferma nella sua convinzione che ci si debba interrogare su come vengono fatte certe scelte e sul modo in cui talenti meritevoli possano essere esclusi da occasioni cruciali.
In conclusione, la mancanza di Gariboldi ai Mondiali di Hulst non solo scuote le sue aspettative personali, ma invita anche a una riflessione più ampia sul sistema di selezione e crescita sportiva in un contesto così competitivo come quello del ciclocross.