E’ tornata la vittoria, la fiducia, il sorriso, ed anche una bellissima maglia tricolore a colorare questo finale di stagione di Vincenzo Nibali. Il campione della Astana ha spazzato via uno dei periodi più difficili della sua carriera con una due giorni spettacolare tra Coppa Agostoni e Coppa Bernocchi. Ora per Nibali ci sono le ultime due gare da correre con la nazionale, Memorial Pantani e GP Prato, un’occasione non solo per un’ulteriore verifica in prospettiva Mondiale, ma anche per vestire finalmente una vera maglia tricolore da Campione d’Italia.
Nibali e il vero Tricolore
Vincenzo Nibali conquistò nella scorsa stagione il suo primo titolo di Campione d‘Italia. Un grande successo che portò anche qualche tensione, per via di quella maglia scelta dalla Astana, non la classica divisa tutta tricolore, ma la solita maglia della squadra kazaka con la bandiera italiana ridotta ad un rettangolino sulla parte anteriore. La maglia imposta dalla Astana suscitò qualche polemica, anche dopo le modifiche che hanno portato alla versione attuale, con la bandiera che fascia la divisa anche sui lati e la parte posteriore. Una versione confermata anche dopo il secondo titolo italiano vinto da Nibali nello scorso giugno a Superga. Ora finalmente Nibali ha potuto indossare la vera maglia tricolore: tra Pantani e Prato infatti il campione siciliano non correrà con la Astana, assente in queste due gare, ma con la nazionale italiana composta per l’occasione dal Ct Cassani.
Nibali ha così indossato il vero tricolore già nell’ultimo allenamento pre gara ed ha postato orgogliosamente una bella foto sui social network.
Ai Mondiali da jolly
Per Nibali il Pantani e il Gp Prato da correre in maglia tricolore saranno le ultime gare prima dei Mondiali di Richmond. Una sfida iridata da vivere senza l’assillo del risultato, visto che il percorso non è tagliato sulle sue misure e i favoriti saranno altri, ma proprio per questo una corsa in cui potrà dare spettacolo. “Nibali sarà il nostro jolly” ha spiegato il Ct Cassani diramando le convocazioni. Possiamo aspettarci quindi un Nibali all’attacco, magari da molto lontano, per cercare un colpo ad effetto o con più probabilità tenere al coperto i compagni più veloci che saranno chiamati all’azione nel finale.