Recentemente è stata annunciata la partnership tra Enel e Formula E.

Due realtà, la prima tutta italiana, la seconda più internazionale che mai, le cui filosofie si incontrano su una questione fondamentale: la cura dell’ambiente tramite l’utilizzo di energie rinnovabili.

Forse non tutti conoscono la Formula E.E’ un campionato automobilistico nato nel 2014, fortemente voluto e ideato dalla mente visionaria e innovativa diAlejandro Agage supportato dalla FIA grazie a Jean Todt, nel quale si scontrano vetture monoposto (simili nella forma alleFormula Uno) completamente elettriche.

Le gare non si svolgono su normali circuiti permanenti,mavengono costruite delle piste temporanee ad hoc nel centro delle principali città mondiali. Pechino, Londra, Parigi, Città del Messico e altre capitali hanno già ospitato la Formula E, e ancora tante sono in coda per essere parte di questa realtà straordinaria.

Piloti del calibro di Heidfeld, Di Grassi, Buemi, Prost e Piquet conferiscono alla griglia di partenza un livello di cui pochissimi campionati al mondo possono vantarsi.

Le gare del Campionato 2015-2016 corse finora hanno visto un duello serrato tra i team Renault e.Damse ABT Schaeffler Audi Sport che si trovano nelle prime due posizioni della classifica. Il 2 luglio si scoprirà il vincitore nella gara finale che avrà luogo a Londra nell'incredibile sede diBattersea Park, nel cuore della capitale inglese.

Un progetto inizialmente impensabile e da molti considerato irrealizzabile: niente benzina nè rumore, niente fumo, odore di olio e combustione. Eppure è Motorsport, pulito e silenzioso.

È vero, le macchine sono elettriche e di conseguenza non causano inquinamento atmosferico né acustico.

Tuttavia, nel trasporto e nell’organizzazione degli E-Prix in giro per mondo, è chiaro che ci siano numerose variabili e operazioni che ancora causano emissioni di CO2 nell’ambiente.

Ed è proprio qui che entra in gioco Enel con il suo nuovo ruolo di Official Power Partner della Formula E.

Enel e Formula E: obiettivo comune

Francesco Starace, amministratore delegato dell’azienda, ha da sempre dedicato la sua carriera alla ricerca di nuove energie, all’utilizzo delle energie rinnovabili a alla riduzione delle emissioni di CO2 per salvaguardare il nostro ambiente e renderlo più pulito.

Totalmente in linea con la sua filosofia aziendale, l’ambizione principale in questo progetto sta nel ridurre al massimo le emissioni prodotte dalle diverse attività che ruotano intorno a questa grande manifestazione, con lo scopo di rendere l’E-Prix il primo evento sportivo mondiale completamente “Carbon Neutral”.

D’ora in avanti dunque, dobbiamo aspettarci di vedere pannelli solari e strumenti per l’utilizzo dell’energia eolica, ma non solo, perché il contributo di Enel in questo senso si spinge ben oltre.

In questo momento infatti, l’80% dell’energia prodotta dalle 20 vetture in gara viene dispersa, in un certo senso sprecata.

Per ovviare a questo problema, Enel si propone di mettere a disposizione le proprie tecnologie per creare una Mini-Rete elettrica tramite la quale questa energia possa essere riutilizzata non solo dagli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto dal pubblico presente alle gare, che potrà in questo modo, ad esempio, rifornire di energia la propria macchina elettrica direttamente sul luogo.

In sostanza, i piloti gareggiano e tu ti ricarichi.

Parliamo dell’unione di due realtà eccellenti, nata dalla collaborazione fra le menti di due uomini che nel loro piccolo, ma forse neanche tanto piccolo, stanno cercando di cambiare il mondo.

Grazie a Francesco Starace ed Enel, l’Italia entra a far parte di un contesto internazionale di straordinario valore, ma soprattutto diventa guida di un processo di sviluppo tecnologico che si propone di cambiare la realtà e migliorare il nostro stile di vita.

È un’azione coraggiosa, che dovrebbe rendere noi italiani orgogliosi, e che ci fa sperare che forse un giorno anche Roma, la città più bella del mondo, si deciderà ad ospitare un E-Prix, la gara più pulita del mondo.