In queste Olimpiadi di Rio di “stranezze” se ne sono viste parecchie, a partire dalla acqua della piscina dei tuffi diventata improvvisamente verde, ed ora, a meno di due settimane dello spegnimento della fiaccola è un altro sport acquatico ad essere preso sotto esame.Tutto inizia tre anni fa quando, esaminando le gare di nuoto durante i Mondiali di Barcellona, un team di studiosi dell'Università dell'Indiana avrebbe scoperto una curiosa correlazione tra i tempi dei nuotatori e la posizione della corsia nella quale avevano disputato la gara.

Da tale studio si derivava infatti che gli atleti che avevo gareggiato nelle corsie più esterne erano nettamente più veloci in una direzione rispetto che all'altra.Questo particolare aspetto è stato osservato anche nelle gare della consegna iridata, dove campioni del calibro di Michael Phelps hanno tenuto tutti con il fiato sospeso con le loro incredibili imprese.

Da due team indipendenti, uno della stessa università dello studio precedente e uno della Eastern Michigan University, e anche in questo caso si è riscontrato lo stesso particolare.

Lo racconta in un lungo articolo il Washington Post che spiega come i nuotatori delle prime tre corsie siano stati molto più veloci in andata, e invece quelli delle ultime tre corsie lo siano stati al ritorno. I nuotatori delle corsie centrali, invece, non sembrano aver subito questo particolare effetto.La strana anomalia, inoltre, sarebbe stata identificata solo nelle gare più corte, in particolare quella dei 50 metri, e cioè solo una vasca e in non tutte le piscine, come si nota analizzando ad esempio le gare delle Olimpiadi di Pechino del 2008.La Fina, Federazione Italiana Nuoto, si tiene fuori da ogni polemica, spiegando che ad oggi nessuno ha consegnato prove su eventuali irregolarità durante le Olimpiadi appena trascorse.

Ma i dati e le analisi non la pensano allo stesso modo. E tanto meno gli atleti che possono aver visto sfumare il sogno di una carriera per via di una piccola corrente.