“Piuttosto che di un’altra, lo preferisco morto”. A pronunciare queste parole sarebbe stata Isabella Internò, ex fidanzata di Denis Bergamini, pochi giorni prima della morte del calciatore del Cosenza. Lo riferisce agli inquirenti Tiziana Rota, moglie di Maurizio Lucchetti, compagno di Denis fino alla stagione precedente. Gli inquirenti ascoltano le dichiarazioni rese e inviano la testimonianza alla procura di Castrovillari che, insieme ad altre prove contrarie, decide inspiegabilmente di non prenderle in considerazione e abbracciare in toto la tesi del suicidio.

Stagione 89-90, il Cosenza è guidato da Gigi Simoni e Donato Denis Bergamini è uno dei leader di quella squadra che solo due anni prima aveva festeggiato una storica promozione in serie B, dopo 24 anni di assenza. L'uomo non si atteggia a divo, il giocatore non è appariscente, a lui non si chiedono gol e giocate geniali, ma lavoro sporco, sangue e sudore, doti queste che innamorano i tifosi e fanno le fortune degli allenatori. Durante il mercato estivo rifiuta allettanti proposte che arrivano dal Parma di Nevio Scala e dalla Fiorentina di Roby Baggio. Preferisce essere riconoscente alla società che ha creduto in lui e continuare a vivere in una città dove è amato ed osannato. Andrà tragicamente incontro al suo destino.

Il 18 novembre 1989 il corpo senza vita di Bergamini giace sulla SS 106, vicino a Roseto Capo Spulico. Unici testimoni, il camionista Raffaele Pisano e l'ex fidanzata del calciatore Isabella Internò, che racconta di aver assistito al suicidio di Denis, " Si è tuffato sotto un camion" continua a ripetere da 28 anni. Superato lo shock iniziale, i giocatori e i familiari di Donato elaborano il lutto e cominciano ad affiorare i primi dubbi sul suicidio, alimentati dai ricordi degli ultimi giorni.

Domizio Bergamini, il papà, si ricorda di una telefonata ricevuta dal figlio lunedì 13 maggio mentre era a casa: "Quando ha messo giù la cornetta ho visto che stava sudando e gli ho detto di togliersi il maglione, mi ha risposto che non era per il caldo".

Michele Padovano, compagno di stanza al motel Agip di Cosenza, dove quel sabato la squadra soggiornava alla vigilia della gara col Messina, è testimone di un'altra chiamata ricevuta in camera alle 15.30, " Dopo il colloquio telefonico l'ho visto nervoso, non rispondeva alle mie domande, mi ha dato la sensazione che fosse confuso e turbato".

Lo stesso Padovano continua: "Il giorno del funerale, dopo la funzione ho accompagnato Isabella a casa sua, dove ho assistito ad un party, infatti erano presenti familiari, parenti ed amici che consumavano dolci e bevande".

A Sergio Galeazzi, ala destra di quella squadra, viene invece in mente un episodio importante di quel giorno: "Come ogni sabato prima delle partite interne eravamo al cinema Garden. Verso le ore 16,00 ho visto Denis allontanarsi dalla sala insieme a due persone, che però non sono riuscito ad identificare perché le luci erano soffuse".

Dopo 47 giorni e tanta insistenza da parte dei familiari, il pm di Castrovillari Ottaviano Abbate chiede l'autopsia del cadavere e la perizia viene affidata al professore Francesco Avato.

Le conclusioni a cui arriva quest'ultimo nutrono forti dubbi sull'ipotesi del suicidio e sono suffragate da foto eloquenti dello stato del cadavere, che non sono coerenti con un investimento e conseguente trascinamento del corpo per oltre 60 metri. Il pm, invece di avvalersi della consulenza durante l'incidente probatorio, in modo tale da farla diventare prova da utilizzare nel processo, decide di disfarsi del caso inviando le carte al pretore di Trebisacce, Antonino Mirabile, che nel 1991 assolve il camionista Raffaele Pisano dall'accusa di omicidio colposo e nelle motivazioni, nonostante la montagna di documenti e testimonianze che indicano una direzione diversa, afferma che si è trattato di suicidio.

Il primo schiaffo ai familiari di Bergamini.

Il caso verrà riaperto nel giugno 2011 dal procuratore di Castrovillari Franco Giacomoantonio. Il magistrato indaga per concorso in omicidio volontario Isabella Internò e in più occasioni afferma di non credere alla versione del suicidio, ma nel febbraio 2015 ancora una volta, la procura da lui guidata decide di non prendere in considerazione la relazione del professore Bolino, in cui si evidenziano segni di soffocamento provocati da un sacchetto di plastica, e arriverà alle stesse conclusioni: Bergamini si è suicidato. Un altro pugno nello stomaco per la famiglia e gli amici.

Esiste un giudice a Castrovillari

Si arriva così al 26 aprile 2017, quando il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, un magistrato che ha dato prova di essere impegnato contro corruzione e malaffare, ha annunciato la riapertura del caso, la richiesta di riesumazione del cadavere e la notifica di un avviso di garanzia per omicidio volontario nei confronti di Raffaele Pisano e Isabella Internò.

Il procuratore ha sottolineato che a spingerlo in questa direzione sono elementi come la testimonianza di Padovano e Tiziana Rota e le perizie Avato e Bolino, che a tutto fanno pensare tranne che ad un suicidio. Intanto la riesumazione, che doveva essere eseguita il 2 maggio scorso, è stata rinviata per la richiesta della difesa che ha chiesto più tempo per studiare le accuse.

Le speranze questa volta sono tante e tutto lascia pensare che si arriverà alla celebrazione di un processo in cui per forza di cose verranno smascherate le tesi del suicidio. Le prove sono lì da 28 lunghissimi anni.