L’Italia è senza Mondiale. E ora, è anche senza allenatore. Che l’allontanamento di Ventura dalla panchina azzurra fosse questione di ore, era risaputo. Nessuno dubitava che Ventura non avrebbe più allenato la nazionale dopo la sciagurata partita contro la Svezia.

Ora, si apre la caccia al successore di Gian Piero Ventura. E non sarà una sfida facile per la Federazione Italiana. La panchina della nazionale, benché prestigiosa, difficilmente attrae i grandi allenatori. La federazione non può pareggiare gli stipendi faraonici dei top club europei. E, soprattutto, allenare una nazionale non offre gli stessi stimoli sportivi di un club.

Se per due mesi ogni due anni, durante il mondiale e durante le coppe regionali, l’attenzione mediatica è concentrata sulle nazionali, per il resto dell’anno, la nazionale vive nell’oblio.

Il futuro della nazionale sarà però legato al futuro allenatore, il cui compito sarà di ricostruire una squadra.

Il sogno

La suggestione di un possibile ritorno di Antonio Conte sulla panchina azzurra è forte. L’allenatore pugliese è garanzia di carisma e coraggio. La spedizione della sua nazionale agli ultimi Europei non fu vittoriosa ma gli italiani ne apprezzarono lo spirito. La squadra azzurra giocò ogni partita con grande energia e tempra.

Ma Conte non sembra un’opzione plausibile. L’attuale tecnico del Chelsea non sarebbe pronto a rinunciare alla quotidianità nel gestire un club, Conte ha un bisogno continuo di sentire l’adrenalina del campo.

Il preferito

Tavecchio vorrebbe Carlo Ancelotti. Dopo il flop mondiale, il Presidente della Federazione ha bisogno di un nome importante per rilanciarsi. E Ancelotti sarebbe il profilo perfetto. Non solo uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio ma un carattere forte che sarebbe in grado di gestire al meglio lo spogliatoio.

Anche se la federazione riuscisse a imbastire una operazione finanziaria alla Conte per ingaggiare il tecnico, la disponibilità di Ancelotti sarebbe da guadagnare sul piano sportivo.

Ancelotti sarebbero ancora attratto dall’ingaggio in un top club europeo.

La suggestione

Nonostante non abbia nessuna esperienza da allenatore, si è sparsa la voce di una possibile candidatura di Paolo Maldini alla nazionale azzurra. Il profilo carismatico dell’ex capitano del Milan è innegabile ma sembra difficile vederlo sulla panchina della nazionale alla sua prima esperienza da allenatore.

Il saggio

E se dopo l’impresa con il Leicester Ranieri fosse pronto per l’avventura alla guida della nazionale? Il tecnico romano, dopo aver stupito il mondo con il Leicester, sta meravigliando con il suo Nantes in Francia. Secondo molti esperti, Ranieri sarebbe la seconda opzione, dopo Ancelotti, sul taccuino di Tavecchio.

Ranieri è stato spesso vicino alla panchina azzurra e sembrerebbe il profilo adatto. Allenatore dalla grande esperienza e dalla forte personalità, potrebbe essere propenso ad accettare un possibile incarico da tecnico della nazionale.

Lo stiloso

Roberto Mancini sarebbe nella rosa dei possibile candidati allenatori della nazionale. Per ingaggiare Mancini però la federazione dovrebbe riuscire ad ottenere uno sponsor esterno per sostenere lo stipendio dell’allenatore dello Zenit San Pietroburgo, che guadagna attorno ai 5-6 milioni di euro l’anno in Russia.

Il traghettatore

La soluzione ad interim più semplice è Gigi Di Biagio, attuale allenatore della nazionale Under 21. Il tecnico potrebbe gestire la nazione maggiore fino a giugno, quando molti allenatori potrebbero essere facilitati nel lasciare i loro attuali incarichi.

Chiunque venga scelto della federazione, avrà l’arduo compito di ricompattare non solo la rosa azzurra ma anche la nazione.

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