Dal ritiro spagnolo del Team Sky filtra un’aria piuttosto ottimista sul caso di Chris Froome. Il capitano della squadra britannica è risultato positivo al salbutamolo in un controllo antidoping della scorsa Vuelta Espana. La Sky sta preparando un’accurata difesa e confida di poter arrivare ad un verdetto di assoluzione per il suo campione, o comunque ad una sanzione molto lieve che non pregiudichi l’attacco alla doppietta Giro d’Italia – Tour de France programmata per questo 2018.

Uno studio di farmacocinetica

La notizia della positività al salbutamolo di Chris Froome è esplosa con grande fragore nel mondo del Ciclismo.

Lo scorso 13 dicembre è stato divulgato il risultato del controllo effettuato alla Vuelta Espana nella tappa del 7 settembre: Froome è stato trovato con una concentrazione di salbutamolo doppia rispetto al limite massimo consentito. Il farmaco è usato dal campione della Sky, ma anche da diversi altri corridori, per combattere l’asma. Froome ha ammesso che durante la parte finale della Vuelta ha aumentato le dosi di salbutamolo per alleviare i fastidi dell’asma, ma senza mai andare oltre i limiti stabiliti dalle regole antidoping. Il Team Sky ha preparato una difesa basata su uno studio di farmacocinetica, una branca della farmacologia che studia come vengono assorbiti e metabolizzati i medicinali.

Come anticipato dal giornale spagnolo AS, la squadra britannica ha già completato questo studio da presentare in difesa di Froome. La Sky è convinta di poter dimostrare che l’organismo di Froome non ha metabolizzato bene il salbutamolo che era stato assunto nelle dosi giuste, e solo per questo motivo il risultato del controllo è stato di positività.

Resta il progetto Giro – Tour

La Sky ritiene quindi di avere in mano le carte per arrivare all’assoluzione, o nella peggiore delle ipotesi ad una squalifica molto leggera. Lo scenario peggiore che viene contemplato in casa Sky è quello di una squalifica di sei mesi. Questo porterebbe alla revoca della vittoria della Vuelta Espana, che passerebbe quindi a Vincenzo Nibali, ma farebbe rimanere in piedi il progetto della doppietta Giro d’Italia – Tour de France per il 2018.

Il controllo è infatti datato 7 settembre e i sei mesi farebbero concludere la squalifica a marzo, con tutto il tempo per Froome di presentarsi al via anche alle corse di preparazione in vista del Giro d’Italia. Il programma originario di Froome prevedeva la Tirreno Adriatico e il Tour of The Alps.

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