Chris Froome sarebbe intenzionato ad ammettere le proprie responsabilità e a patteggiare una pena ridotta per la positività al salbutamolo riscontrata alla Vuelta Espana. Secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera il capitano del Team Sky avrebbe capito di non poter uscire indenne dalla vicenda e di aver scelto così la strada dell’ammissione di negligenza per salvare la stagione che sta iniziando. Dai suoi spazi social però il campione britannico ha smentito la ricostruzione pubblicata dal quotidiano milanese.

Un patteggiamento per correre Giro e Tour

La vicenda in cui è rimasto invischiato Chris Froome [VIDEO] potrebbe essere ad una svolta.

Il capitano della Sky è risultato positivo al salbutamolo in un controllo antidoping della scorsa Vuelta Espana, vinta davanti a Vincenzo Nibali. Froome ha sempre negato ogni responsabilità e negligenza, smentendo la possibilità di un uso accidentalmente più alto del farmaco, normalmente utilizzato contro l’asma. Il corridore e la Sky si sono preparati ad una lunga battaglia legale a colpi di test scientifici per dimostrare che l’organismo di Froome ha metabolizzato in maniera anomala un quantitativo di salbutamolo che era stato assunto nel dosaggio consentito. Froome si sarebbe però convinto di non avere chance di uscire vittorioso da questa battaglia, ed anzi di poter peggiorare la situazione andando fino in fondo. Per questo, su consiglio della moglie manager, avrebbe deciso di scegliere la strada dell’ammissione di negligenza.

Questo è almeno quanto ha rivelato il Corriere della Sera, aggiungendo che Froome potrebbe scontare una pena tra i sei e i nove mesi e poter così salvare la sua stagione.

Ma Froome dice no

In caso di patteggiamento il capitano della Sky andrebbe incontro alla cancellazione della vittoria alla Vuelta Espana, che passerebbe a Nibali, e della medaglia di bronzo dei Mondiali a cronometro, che finirebbe al collo del portoghese Oliveira. Con una squalifica di sei mesi Chris Froome [VIDEO] potrebbe presentarsi al via del Giro d’Italia e del Tour de France, mentre con una sanzione di nove mesi potrebbe riprendere a correre solo alla vigilia del via della corsa francese. Se invece andasse fino in fondo rischierebbe una sanzione fino a due anni, compromettendo di fatto la carriera. Froome ha però subito smentito l’articolo del Corriere della Sera, definendolo ‘completamente falso’ con un tweet.