Dopo un giorno di riposo, il Giro d'Italia 2018 è ripartito dalla Sicilia, con la quarta tappa di 202 Km da Catania a Caltagirone: una frazione che, tenendo conto delle caratteristiche del percorso, era stata considerata come piuttosto semplice e priva di grandi insidie.

Il caldo, il vento, i numerosi chilometri e l'attraversamento di diversi centri abitati sono stati i grandi protagonisti prima del finale in salita, con una pendenza massima del 13%.

La fuga è partita fin da subito, con cinque corridori, Jauregui, Frapporti, Barbin, Belkov e Mosca che sono usciti dal gruppo guidato dalla BMC della maglia rosa Rohan Dennis.

Nella prima parte di gara, il vantaggio dei fuggitivi ha raggiunto i 3'30" circa, scendendo poi drasticamente sotto i 30", quando gli uomini di Fabio Aru hanno infiammato per alcuni chilometri la frazione: si è formata una fila indiana, con alcuni velocisti che si sono ritrovati staccati dal plotone.

L'azione della Uae-Emirates si è fermata dopo questo strappo, dimostrando però come una squadra ben organizzata possa veramente fare la differenza negli ultimi chilometri di una tappa del Giro d'Italia.

La fuga

Fra gli atleti in fuga c'è stata fin da subito una certa collaborazione, anche nello spartirsi i Gpm e i traguardi volanti: Barbin era il corridore che aveva il maggiore interesse a consolidare la maglia azzurra del miglior scalatore, conquistata in Israele.

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Jauregui, invece, ha ottenuto dei risultati intangibili, vestendo per poco la maglia rosa virtuale.

La tappa, nelle sue prime fasi, non ha riservato grandi emozioni, con i cronisti che si sono soffermati soprattutto sui pronostici relativi ai favoriti di giornata, aspettando il risultato definitivo.

A circa 30 Km circa dall'arrivo, il gruppetto dei fuggitivi si è frazionato, contando solamente Frapporti, Belkov e Mosca, che sono arrivati ad avere un vantaggio di circa 2 minuti sul gruppo che, comunque, ha continuato a tenere la situazione sotto controllo.

A 20 Km circa dall'arrivo, il team capitanato da Fabio Aru ha ripreso il controllo, cercando di portare il proprio capitano nelle prime posizioni del plotone, soprattutto in vista della discesa seguente. La fuga è stata prontamente riassorbita, con le squadre degli uomini di classifica che si sono riportate al comando.

Poco prima dei 10 Km al traguardo, Zardini ha tentato uno scatto solitario, ma è stato raggiunto da Valerio Conti, con la Uae-Emirates che si è resa ancora una volta protagonista.

I due corridori hanno provato a collaborare, riuscendo anche a guadagnare metri preziosi, approfittando anche di una momentanea mancanza di organizzazione del gruppo che, nel frattempo, ha perso diversi componenti nelle retrovie. Conti, nel frattempo, ha staccato Zardini, provando ad andare in fuga solitaria e riuscendo ad accumulare una ventina di secondi di vantaggio.

Gli ultimi chilometri

Il gruppo, nelle ultime fasi della quarta tappa, si è frazionato ulteriormente a causa del ritmo sempre più alto, ma anche di alcune cadute generate dal restringimento della carreggiata.

A quasi 3 Km dall'arrivo, Conti è stato ripreso dal plotone: dopo una breve discesa, è iniziata la rampa conclusiva dell’ultimo chilometro, percorso a velocità sostenuta.

La vittoria di tappa è andata a Tim Wellens, che ha preceduto Woods e Battaglin. Al termine della Catania-Caltagirone, i due uomini di classifica, Chris Froome e Fabio Aru, hanno accusato dei distacchi pesanti rispetto al vincitore, rispettivamente di 21 e 10 secondi. La maglia rosa, invece, è rimasta sulle spalle di Dennis.

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