La Parigi-Roubaix 2019 celebra Philippe Gilbert, un campione capace di reinventarsi e di ritrovare nuove motivazioni nelle diverse fasi della sua lunga carriera. Dopo essersi dedicato alle Ardenne e alle tappe dei grandi giri, il fuoriclasse belga si è scoperto corridore da pavé nella sua nuova avventura alla Deceuninck-QuickStep, rilanciandosi alla grande dopo il periodo di stanca passato nell'ultima parte della permanenza alla BMC.

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Gilbert ha corso con grande coraggio e aggressività una Parigi-Roubaix intensa e senza pause, arrivando nel velodromo con il tedesco Nils Politt e conquistando in uno sprint a due la sua quarta classica-monumento sulle cinque del calendario del grande Ciclismo.

Roubaix, corsa subito intensa

In una giornata grigia e ventosa ma senza la temuta pioggia, la Parigi-Roubaix 2019 è iniziata subito a gran ritmo.

Parigi-Roubaix: l'attacco decisivo di Politt con Gilbert.
Parigi-Roubaix: l'attacco decisivo di Politt con Gilbert.

Gli scatti si sono susseguiti, ma nessuna fuga è riuscita ad avvantaggiarsi. Nei primi tratti di pavé se n'è andato un gruppo di oltre 20 corridori, con nomi importanti come Lampaert e Trentin, ma il forcing del Team Bahrain ha portato al ricongiungimento.

Il gruppo si è poi frazionato nuovamente anche a causa di diverse cadute che hanno tagliato fuori, tra gli altri, Daniel Oss. La Bora di Sagan è stata costretta ad un lungo inseguimento in questa fase, coronato dal successo poco prima della Foresta di Arenberg.

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Nel passaggio più iconico della corsa è iniziato il calvario di Wout Van Aert: appiedato da un problema meccanico, è stato costretto a due soste per cambiare la bici e poi è rimasto attardato a causa di una scivolata. Sorprendentemente il campione del ciclocross non è stato atteso e aiutato dai compagni di squadra, ma è riuscito a rientrare nel vivo della gara con un lungo e faticoso inseguimento.

Il poker di Gilbert

La competizione ha vissuto il suo momento-chiave in un tratto di asfalto a circa 65 km dal traguardo, quando Nils Politt ha lanciato il suo attacco, seguito da Philippe Gilbert, Yves Lampaert e Rudiger Selig.

Qualche chilometro dopo - nello stesso tratto in cui si involò lo scorso anno - Peter Sagan è riuscito a sorprendere Van Avermaet e, in compagnia di un drappello comprendente anche il mai domo Van Aert e Vanmarcke, è rientrato sulla testa della corsa. L'ex iridato ha forzato ancora sul Mons-en-Pévèle, uno dei tratti di pavé più difficili, dando l'impressione di essere in una giornata super. Davanti sono rimasti con lui solo Gilbert, Lampaert, Politt, Van Aert e Vanmarcke con un vantaggio che è arrivato ad un minuto su un gruppetto comprendente Van Avermaet, Naesen e Degenkolb, tutti colpevolmente sorpresi e tagliati fuori dai giochi per il successo.

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Gilbert ha attaccato ancora a 20 chilometri dall'arrivo, riuscendo ad eliminare Van Aert, ormai sfinito al termine di una gara che per lui è stata una corsa ad ostacoli. Sagan è sembrato ancora molto brillante sul Carrefour de l'Arbre dove ha respinto con apparente facilità il nuovo affondo dell'esuberante ciclista belga, ma si è spento improvvisamente sul pavé di Gruson, quando ha attaccato a sorpresa Politt con una progressione formidabile. Gilbert ha colto l'occasione per involarsi con il tedesco, mentre Sagan non ha più avuto le energie necessarie per reagire e si è visto staccare anche da Lampaert, finendo la corsa in disarmo.

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Per Politt e Gilbert non ci sono stati più ostacoli per arrivare al velodromo dove il tedesco si è messo davanti ma non ha potuto opporsi alla classe e allo spunto del campione belga. Quest'ultimo ha così messo le mani anche sulla Parigi-Roubaix, la quarta delle cinque classiche-monumento a finire nella sua bacheca, un poker che lo porta ad un passo dall'en plein che è il suo obiettivo dichiarato per il finale di carriera.

Per Politt, ad appena 25 anni, il secondo posto è comunque un risultato enorme. Terzo è arrivato Lampaert, mentre Sagan non si è opposto neanche a Vanmarcke per la quarta posizione. Per trovare il primo italiano, si è dovuto attendere fino al 31° posto di Davide Ballerini, protagonista di un buon esordio, mentre Trentin è crollato nella seconda parte di gara, finendo appena 43°.

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