Mentre si sta concludendo quella parte del Giro d’Italia dedicata ai velocisti, uno dei più grandi sprinter di tutti i tempi, Mario Cipollini, ha criticato duramente il Campione d’Italia Elia Viviani. Il corridore della Deceuninck Quickstep partiva con il progetto di ripetere i successi dell’anno scorso, quattro vittorie di tappa e la maglia ciclamino, ma ha messo insieme solo sconfitte, piazzamenti e la grande arrabbiatura per il declassamento subito ad Orbetello quando aveva tagliato il traguardo per primo. Cipollini ha analizzato quanto successo al Campione d’Italia con il suo consueto stile diretto e senza mezzi termini, definendolo confuso.

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Cipollini: ‘In Italia nessuno dietro a Viviani’

Il Giro d’Italia di Elia Viviani sta passando da una delusione all’altra. Il velocista della Deceuninck Quickstep era partito con ambizioni a mille, galvanizzato dai trionfi della scorsa edizione e dall’emozione di correre con il tricolore addosso aspettando l’arrivo finale nella sua Verona, dove nei sogni della vigilia sarebbe dovuto arrivare con la maglia ciclamino e con diverse vittorie di tappa nel carniere.

La corsa è andata però in direzione completamente opposta, sia perché la Deceuninck Quickstep è sembrata fare fatica a mettere insieme tutti i pezzi del suo treno per lanciarlo al meglio, sia perché Viviani stesso è sembrato faticare a rialzarsi dopo lo smacco del declassamento subito nella tappa di Orbetello.

Sulla Gazzetta dello Sport Mario Cipollini ha tracciato un’analisi davvero critica nei confronti di Viviani, partendo da un ridimensionamento del suo valore, secondo l’ex campione gonfiato anche dalla mancanza di rivali veri in patria.

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“Viviani è il più forte in Italia, ma dietro non c’è nessuno” ha dichiarato Cipollini. “Non consideratelo il più forte al mondo perché altrimenti torno ad allenarmi” ha aggiunto l’ex iridato.

‘Deve sfruttare Sabatini’

Cipollini è passato poi ad un’analisi tattica sulle volate di Viviani in questo Giro, evidenziando come si sia creata una scollatura tra il Campione d’Italia e il suo uomo guida Fabio Sabatini, un sodalizio che solitamente era uno dei punti di forza di casa Deceuninck Quickstep.

”Mi pare in confusione, ha in squadra Sabatini che come ultimo uomo è il migliore, ma non lo sfrutta mai. È come se non si fidasse” ha dichiarato Cipollini consigliando a Viviani di affidarsi al suo compagno e di seguire uno schema più lineare per gli ultimi sprint in cui cercare di raddrizzare questo Giro d’Italia. “Faccia partire dritto il Saba ai 450 metri e stia alla sua ruota, poi vediamo come finisce” ha suggerito l’ex corridore toscano, che al Giro ha ottenuto il record di 42 vittorie di tappa.

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