Il periodo nero del Team Ineos non si è esaurito con il terribile incidente della scorsa settimana a Chris Froome. Ieri, nella quarta tappa del Giro di Svizzera, anche l’altro leader della squadra, Geraint Thomas, è stato costretto a fermarsi a causa di una caduta, per fortuna meno grave di quella capitata al compagno. Il gallese potrà recuperare in vista del Tour de France, dove cercherà di difendere la sua maglia gialla, ma ha rischiato grosso come ha confermato l’altro corridore della Ineos Egan Bernal.

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Bernal: ‘Ero dietro di lui’

L’incidente che ha tolto di mezzo Geraint Thomas è avvenuto a circa 30 km dall’arrivo della quarta tappa del Giro di Svizzera, poi vinta in volata da Elia Viviani. La caduta è stata provocata da un errore di Zeits, che ha colpito un cordolo di delimitazione tra la strada e la ciclabile. Il kazako della Astana è finito a terra a forte velocità riportando le fratture di una clavicola e di una costola.

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Dietro di lui si trovavano Geraint Thomas e Egan Bernal: il britannico non ha potuto evitare l’impatto, al contrario del giovane colombiano che è stato così testimone diretto dell’incidente.

“Ero proprio dietro a Thomas quando è caduto, è stata una caduta molto brutta, era proprio nella sua ruota e non poteva fare nulla per evitarlo. È stato davvero spaventoso” ha dichiarato Bernal all’arrivo della tappa.

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“Abbiamo avuto delle notizie alla radio e apparentemente stava abbastanza bene, questo ci ha resi un po’ più tranquilli, anche se l’arrivo era pericoloso” ha aggiunto il talento colombiano.

Thomas: ‘Ero ansioso di proseguire’

Per fortuna le notizie che sono arrivate dall’ospedale sono state confortanti. Geraint Thomas non ha riportato nessuna frattura, anche se dovrà osservare un breve periodo di riposo.

Il corridore gallese ha infatti battuto la testa a terra e per questo i medici hanno deciso per il suo ritiro: “C’era un cordolo sulla strada che è venuto fuori dal nulla, un corridore della Astana lo ha colpito e io non avevo nessun posto dove andare. Sono atterrato sulla spalla e sulla testa. Io ero ansioso di ripartire, ma i medici hanno preso la giusta decisione di fermarmi. Con un trauma cranico bisogna essere prudenti” ha raccontato Geraint Thomas.

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Il corridore della Ineos riprenderà ad allenarsi nei prossimi giorni e la sua presenza al Tour de France non è al momento in pericolo. “Continueremo a monitorarlo nei prossimi giorni. Conoscendolo non ci vorrà molto perché torni in bici” ha assicurato il dottor Macleod, medico del Team Ineos. Sarà da capire quanto influirà questo stop sulla sua condizione in vista del Tour de France, che scatterà sabato 6 luglio da Bruxelles.

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