Il Ciclismo è forse riuscito a scrollarsi di dosso quella brutta nomea di "sport dei dopati", sempre più controlli e una diversa coscienza degli atleti stanno cambiando il paradigma. Anche se è di pochi giorni fa la notizia proprio di una grave sospensione per doping di un campione delle gran fondo. C'è però un altro doping, forse ancora più subdolo, che viene definito meccanico o tecnologico. Si tratta di veri e propri motorini che creano una sorta di pedalata assistita al ciclista, installati sul telaio della bicicletta. L'ultimo caso durante la terza prova del Criterium Portogruarese, gara per amatori dedicata ai senior del circuito Acsi.

Ciclismo, un caso di doping meccanico rilevato in Veneto

Durante la terza prova del Criterium Portogruarese, è scoppiato un caso di contestazione di doping meccanico o tecnologico. In particolare verso due atleti che a detta del gruppo e dei partecipanti "andavano come motorini". All'arrivo dunque della gara, svoltasi sabato 13 luglio, è stato chiesto un controllo agli organizzatori sulle biciclette dei due sospettati.

Lorenzo De Luca, presidente del gruppo sportivo organizzatore della manifestazione alla Gazzetta dello Sport dichiara: "A fine gara abbiamo fermato i due e chiesto di controllare le loro bici. Si sono rifiutati. A quel punto noi abbiamo chiamato i carabinieri affinché le verifiche fossero fatte da autorità competenti".

Dopo la richiesta di verifica da autorità terze da parte dell'organizzazione i due sospettati, ha detta sempre di De Luca, sarebbero letteralmente saltati sul loro furgone, caricato le biciclette di tutta fretta e sono scomparsi.

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Sebbene il resto del gruppo ha cercato invano di trattenerli sarebbero riusciti a divincolarsi prima dell'arrivo dei carabinieri dalla vicina stazione. Sempre De Luca segnala che sui manubri di questi ciclisti c'era un evidente bottone, anche se non c'è stato il tempo di analizzare le biciclette.

Motorini sulle biciclette, una storia che si ripete nel ciclismo

Dei cosiddetti motorini sulle biciclette ci sono stati vari casi, soprattutto tra gli amatori e dilettanti.

L'Uci negli ultimi tempi ha cercato di porre rimedio con controlli anche sui telai ma produttori sembrano non essere scoraggiati dai controlli. Ne esistono di moltissimi tipi e sempre con dimensioni ridotte, quasi invisibili a un occhio non proprio esperto. Esistono motorini che agiscono sul pignone, altri sulla ruota utilizzando la meccanica ma anche particolari magneti. Il fenomeno non sembra essere debellato, e se ne parla nell'ambiente da almeno dieci anni.

Forse non si può definire propriamente doping, ma qualche watt di aiuto in salita potrebbe cambiare le sorti di una gara.

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