Il Tour de France di Vincenzo Nibali si è concluso con una vittoria da campione vero, quella nell’ultima tappa di montagna a Val Thorens, al termine di tre settimane davvero difficili. Il capitano del Team Bahrain Merida ha reagito con i fatti alle provocazioni e alle critiche più pesanti di cui è stato oggetto durante la corsa francese, sia sui social network che sulle strade. L’apice di questa serie di deprecabili episodi si è toccata durante la tappa del Galibier, quella poi vinta da Nairo Quintana sul traguardo di Valloire.

Nibali è stato insultato da alcuni spettatori, ma due giorni dopo è arrivata la risposta del campione, con il successo di Val Thorens costruito con una prestazione maiuscola.

Ciccone: ‘Ma come si fa?’

La presenza e le prestazioni di Vincenzo Nibali al Tour de France hanno fatto molto discutere tra appassionati e semplici spettatori occasionali del Ciclismo. Il campione siciliano ha cercato di tenere duro nella prima parte della corsa per misurare le sue possibilità in ottica classifica generale, ma non è riuscito ad essere competitivo a causa delle fatiche accumulate al Giro d’Italia.

Dopo aver cambiato obiettivo mirando alle singole tappe Nibali è sembrato far fatica anche a trovare una buona giornata per portare a casa un risultato parziale, ma non ha voluto cedere alla tentazione del ritiro ed ha continuato a combattere.

Gli scarsi risultati del vincitore del Tour 2014 sono stati presi di mira sui social network e sulle strade, con critiche pesanti che sono arrivate alle offese.

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Ciclismo

Un episodio particolarmente grave è avvenuto nella tappa di Valloire, mentre i corridori scalavano il Galibier. Nibali si trovava nelle retrovie, in un gruppetto di corridori attardati, quando è stato insultato da alcuni spettatori. L’episodio è stato rivelato da Giulio Ciccone, l’abruzzese che pedalava vicino al campione del Team Bahrain. “Qualcuno gli ha urlato: vergognati, sei vecchio, cosa sei venuto a fare, vattene a casa!” ha raccontato lo scalatore della Trek aggiungendo tutto il suo disappunto per tanta maleducazione: “Ma come si fa?”

La risposta del campione vero

Chi ha dato del vecchio corridore ormai finito a Nibali si è dovuto ricredere solo due giorni dopo, quando l’ex tricolore ha sfoderato una prestazione favolosa per vincere la tappa di Val Thorens.

Nell’ultima occasione disponibile, la sfida finale sulle Alpi prima della passerella parigina, il capitano del Team Bahrain si è inserito nella fuga partita nelle fasi iniziali e ha poi staccato tutti a 13 km dall’arrivo resistendo per una manciata di secondi alla rincorsa del gruppo di Bernal e degli altri uomini di classifica.

Una vittoria entusiasmante e piena di significati, a cui lo storico preparatore di Nibali, Paolo Slongo, ha dato una chiara dimensione anche in termini di prestazione.

“Nibali ha vinto a 339 watt medi, 353 normalizzati, in breve un campione” ha dichiarato il tecnico veneto ricordando anche come questa performance sia stata prodotta al termine di un periodo particolarmente carico per il suo corridore, reduce dal doppio impegno tra Giro e Tour. Nibali ha superato la salita finale ad una velocità media 24,8 km orari, con una VAM (velocità ascensionale media) di 1420, un dato in cui tener conto anche dei diversi tratti in falsopiano dell’ascesa di Val Thorens.

L’ex Campione d’Italia ha espresso una potenza di quasi 6 watt per kg nella salita finale, in uno sforzo durato oltre un’ora.

Tra tanti numeri ci piace però sottolineare un altro fattore che testimonia il valore di Nibali. Il campione siciliano ha gareggiato senza il cardiofrequenzimetro in questa tappa, affidandosi prima di tutto alle sensazioni come i campioni di un tempo, proprio di quel ciclismo a cui Nibali sembra appartenere.

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