Niente da fare per la EPowers Factory Team. Il fantomatico progetto di una squadra ungherese di cui si parlava da mesi nel ciclismo professionistico non arriverà alla realizzazione. Il team sarebbe dovuto sorgere al centro di un progetto faraonico per lanciare il Ciclismo in Ungheria in tutte le sue forme, con il coinvolgimento di un personaggio ambiguo, l’ingegnere Istvan Varjas, produttore di motorini elettrici per biciclette da corsa. Tra i corridori ci sarebbe dovuto essere anche l’inossidabile Davide Rebellin, ancora in bicicletta con la voglia di stupire nonostante i 48 anni compiuti.

Ciclismo, un piano ungherese da 500 milioni

La notizia della nascita di una squadra ungherese di alto livello aveva creato grande interesse, ma altrettanti dubbi nel mondo del ciclismo. Il piano doveva prevedere un investimento sontuoso da 500 milioni di euro per creare non solo la squadra professionistica, ma un progetto complessivo molto articolato. Avrebbero dovuto far parte di questo programma di valorizzazione del ciclismo in Ungheria anche la realizzazione di un velodromo e di una rete di piste ciclabili.

La squadra, denominata EPowers Factory Team, aveva già mosso i primi passi nei mesi scorsi facendo firmare diversi corridori, tra cui Davide Rebellin e alcuni neoprofessionisti italiani. Anche Andrea Tafi avrebbe dovuto trovare un posto nella EPowers per coronare il suo sogno di correre di nuovo la Parigi Roubaix a 52 anni. A capo del progetto del team professionistico era stato insediato Sandro Lerici, mentre Valerio Tebaldi sarebbe dovuto essere il principale direttore sportivo.

Le maglie EPowers hanno fatto una prima comparsa durante l’evento Giro E, legato allo scorso Giro d’Italia, quando Davide Rebellin, Andrea Tafi ed altri ospiti hanno pedalato in questa manifestazione dedicata alle bici a pedalata assistita.

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I dubbi e il crollo

I primi dubbi sul progetto ungherese sono sorti per il coinvolgimento dell’ingegnere Istvan Varjas, personaggio molto discusso nel mondo del ciclismo e legato alla creazione dei famigerati motorini che si sospetta siano stati usati in passato anche da alcuni professionisti. Il marchio EPowers è infatti quello dell’azienda di Varjas, che avrebbe dovuto essere il fornitore di biciclette della squadra.

Il team ungherese è poi scomparso dai radar quando l’Uci ha pubblicato la lista delle squadre ammesse nelle categorie World Tour e Professional.

Con il passare delle settimane l’assenza di novità e rassicurazioni ha creato un’inquietudine sempre più fitta attorno al faraonico progetto ungherese, soprattutto per i corridori e gli uomini dello staff che erano già stati messi sotto contratto per la stagione 2020. L’avventura è arrivata ora alla fine: la Epowers Factory Team non nascerà, lasciando a casa circa cinquanta persone tra atleti e componenti dello staff tecnico e operativo.

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