È successo un po’ di tutto nella prima tappa della Parigi-Nizza. La corsa francese è iniziata con sole diciassette squadre dopo i tanti forfait annunciati nei giorni scorsi, ma lo spettacolo offerto dalla frazione inaugurale attorno a Plaisir è stato intenso e ricco di colpi di scena. Il maltempo ha reso molto difficile e selettiva una tappa che sulla carta non doveva riservare grosse sorprese.

Alaphilippe e Benoot si sono lanciati in un attacco a 30 km dall’arrivo e sono stati raggiunti solo nelle battute finali da Teuns e Schachmann, che è andato a vincere allo sprint.

Diversi uomini importanti, anche in prospettiva classifica finale, hanno perso minuti già decisivi, soprattutto Bardet, ma anche Porte e Jungels, mentre Barguil è stato costretto al ritiro.

Parigi-Nizza, Barguil si ferma

La prima tappa della Parigi-Nizza si è corsa in una giornata segnata dal vento e pioggia, condizioni che hanno reso molto insidioso un percorso che non era particolarmente difficile dal punto di vista altimetrico.

Nelle fasi iniziali sono andati all’attacco Romain Combaud (Nippo Delko One Provence) e Jonathan Hivert (Total Direct Energie), ma l’azione del gruppo si è presto fatta molto intensa anche a causa del vento che ha provocato diversi frazionamenti. Già a 75 km dall’arrivo i due fuggitivi sono stati raggiunti e poco dopo una caduta in una rotonda ha visto coinvolti anche Romain Bardet (AG2R) e Warren Barguil (Arkea Samsic).

In queste fasi molto concitate il gruppo si è sfaldato in più parti e davanti si è formato un drappello di sedici corridori, con una folta presenza della Deceuninck Quickstep, forte di Alaphilippe, Stybar e Asgreen, ma anche un Nairo Quintana particolarmente attento. Poco più dietro un altro gruppo con Vincenzo Nibali (Trek Segafredo) si è ben organizzato sotto la spinta della EF, mentre Bardet è dopo la caduta è rimasto molto attardato e non è più riuscito a rientrare nel vivo della corsa.

Ancora peggio è andata a Barguil, che dopo aver provato a ripartire si è ritirato.

Alaphilippe e Benoot all’attacco, ma vince Schachmann

Approfittando di un traguardo volante piazzato in cima ad una breve salita a 30 km dall’arrivo, Alaphilippe e Benoot sono evasi dal primo gruppo, che è stato poi in breve raggiunto dagli inseguitori con Nibali e Sagan. I due battistrada hanno trovato subito un ottimo accordo e sono riusciti a guadagnare una quarantina di secondi, ma il finale con una cote di terza categoria ha rimescolato le carte.

Lotto Soudal, Bora Hansgrohe e Bahrain McLaren hanno dato nuovo impulso alla rincorsa e sull’ultima rampa in pavè della salita sono partiti all’attacco Dylan Teuns (Bahrain) e Max Schachmann (Bora). Il testa a testa tra le due coppie negli ultimi 4 km è stato entusiasmante, ma alla fine Teuns e Schachmann sono riusciti a riportarsi sui fuggitivi. Il tedesco della Bora ha cercato subito di ripartire per cogliere tutti di sorpresa, ma il quartetto si è ricompattato fino ad un nuovo tentativo di Benoot, anch’esso annullato. Teuns ha allora lanciato la sua volata partendo da troppo lontano e finendo di fatto per pilotare lo sprint di Schachmann, che è andato a vincere questa battagliatissima prima tappa della Parigi-Nizza.

Bene Nibali

Il gruppo con Nibali, Pinot e Quintana, forte di una trentina di corridori e battuto allo sprint da Bol (Sunweb) è arrivato a 15’’. Diversi altri favoriti alla vittoria finale hanno invece già accumulato dei distacchi pesanti. Jungels ha chiuso a due minuti, lo sfortunato Bardet a 2’42’’, come Richie Porte e Guillaume Martin. Non è riuscito a rimanere in quota per giocarsi il successo neanche Elia Viviani, arrivato a quasi dieci minuti in questa tappa che si è rivelata molto più difficile del previsto.

Domani la Parigi-Nizza propone la sua seconda tappa, su un percorso più facile ma sempre con l’incognita del possibile maltempo.

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