Vince ancora la Jumbo Visma sulle strade del Criterium del Delfinato. La squadra olandese, autentica mattatrice di queste prime corse post lockdown, si è presa anche la seconda tappa della corsa francese, una frazione di alta montagna con l’arrivo sul Col de Porte.

Primoz Roglic ha dimostrato di avere una marcia in più rispetto ad Egan Bernal e tutti gli altri uomini di classifica, prendendosi la tappa, la maglia gialla e prenotando sia il ruolo di leader incontrastato della sua squadra e di favorito numero uno del prossimo Tour de France. Roglic ha atteso il lungo lavoro degli avversari della Ineos per poi piazzare nelle battute finali una progressione irresistibile con cui ha costretto Bernal ad arrendersi.

Delfinato, fuga a otto

La seconda tappa del Criterium del Delfinato era particolarmente attesa essendo una prima e vera sfida diretta sulle grandi montagne con tutti i principali favoriti sia di questa corsa che soprattutto del prossimo Tour de France. Dallo scontro, seppure con pochi scatti, sono uscite delle indicazioni molto chiare che hanno eletto Primoz Roglic come l’uomo più in forma del momento.

La tappa è iniziata con una fuga di otto corridori: Bruno Armirail, Kasper Asgreen, Jasha Sutterlin, Ben O’Connor, Jerome Cousin, Geoffroy Soupe, Michael Schar e Fabien Doubey.

La Jumbo Visma ha preso in mano le redini del gruppo per non lasciare spazio ai fuggitivi, con anche la maglia gialla Wout van Aert impegnato in un lungo e prezioso lavoro di gregariato.

La fuga ha avuto ben presto la sorte segnata: Schar e Armirail hanno scollinato da soli il penultimo Gpm, ma con il gruppo ormai troppo vicino per avere qualche possibilità di successo.

L’ultimo ad arrendersi è stato Armirail, ormai a metà della lunga salita finale verso il Col de Porte. Un po’ a sorpresa sulla salita finale di 16 km la Jumbo Visma si è fatta da parte, sostituita in testa dalla Ineos.

Ineos in forze, ma Roglic è il migliore

Sulla salita del Col de Porte si è così sviluppata quella trama tattica che si preannuncia come il tema dominante di questa fase della stagione e del prossimo Tour de France, la sfida tra i due squadroni Ineos e Jumbo Visma.

I britannici hanno cercato di riprendersi il ruolo di comando che occupano da ormai un decennio e che la Jumbo sta mettendo in pericolo in questa stagione. La Ineos ha così schierato in testa al gruppo Castroviejo, Kwiatkowski, Froome, Thomas e Sivakov davanti al leader designato Bernal, riproponendo quell’immagine così classica delle ultime stagioni delle grandi corse a tappe. Froome però ha dovuto mollare e staccarsi prima ancora di entrare direttamente in azione, confermando di non aver ancora ritrovato il passo giusto dopo il grave incidente dello scorso anno. Anche Valverde e Adam Yates sono usciti presto di scena, e il ritmo sempre più indiavolato della Ineos ha messo un po’ in difficoltà anche i due co-leader della Jumbo Visma, Tom Dumoulin e Steven Kruijswijk.

La partita è sembrata andare a tutto vantaggio della Ineos e di Bernal, ma la Jumbo ha trovato uno straordinario Sepp Kuss nel finale e soprattutto l’individualità di Roglic a risolvere tutto.

Le lunghe tirate dei gregari della Ineos si sono esaurite ad un paio di chilometri dall’arrivo quando Buchmann ha provato un allungo, con il gruppo ormai ridotto ad una decina di corridori. Anche Bernal ha provato ad attaccare, ma senza avere la forza per fare la differenza. La Jumbo ha impiegato Kuss per calmare la situazione e portare Roglic fino ai 600 metri finali, quando lo sloveno ha accelerato in progressione a frequenze altissime. Bernal ha provato a resistere, ma è stato costretto a cedere e a veder volare via Roglic, che ha vinto con 8’’ su Pinot, Buchmann e Guillaume Martin, con il gruppetto di Quintana, Lopez, Landa e Bernal subito dietro.

Più in ritardo sono arrivati Bardet, Dumoulin, Pogacar e Kruijswijk, tutti intorno al minuto, con Uran al limite dei due minuti. Ha ceduto anche Alaphilippe, arrivato a quasi cinque minuti.

La classifica generale del Criterium del Delfinato vede ora al comando Primoz Roglic con 12’’ su Pinot, 14’’ su Buchmann e 16’’ su Bernal. Domani ancora salite, con il Col de la Madeleine e l’arrivo a Saint Martin de Belleville.

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