Elia Viviani è ormai vicino a contare un anno completo dall'ultima vittoria personale, un traguardo inedito per un corridore che in carriera ha collezionato 78 successi da professionista. Era il 21 settembre del 2019 quando il velocista veronese alzava le braccia per l'ultima volta, vincendo una tappa del Giro di Slovacchia. Dopo quella corsa Viviani ha fatto ancora un'apparizione nel finale della passata stagione in maglia Deceuninck Quickstep per poi firmare un riccho contratto con la Cofidis, con cui ha esordito a gennaio.

Damiani: 'Non è ancora stato all'altezza'

La scelta del cambio di squadra, avvenuta principalmente per motivi economici, non è stata finora fortunata per Elia Viviani.

Il campione olimpico su pista sembra aver pagato il minor supporto ricevuto dalla squadra, nonostante sia stato seguito da due validi gregari come Fabio Sabatini e Simone Consonni, e ha faticato molto più del previsto. Il velocista veronese ha esordito presto e corso molto nella prima parte della stagione - quella che si è conclusa con lo stop causato dall'emergenza sanitaria - ma senza ottenere alcuna vittoria. Ha cominciato in gennaio al Down Under e alle altre corse australiane, ha partecipato poi alla Clasica de Almeria, alla Volta Algarve, alla Parigi-Nizza, centrando al massimo un secondo posto in una tappa della corsa portoghese.

Alla ripresa in agosto si è schierato al via della Route d'Occitanie, battuto da Coquard in volata, e alla Sanremo, dove è rimasto staccato sul Poggio.

Al campionato italiano ha chiuso con un ritiro e al Tour de France è riuscito a sprintare solo nella tappa d'apertura finendo al sesto posto.

La Cofidis puntava molto sulle volate di Viviani, ingaggiato con un ricco contratto e individuato come l'uomo faro della squadra, quello a cui affidarsi per fare il salto di qualità rispetto ad un recente passato piuttosto anonimo.

"È vero che Elia non ha ancora saputo essere all'altezza delle aspettative", ha ammesso il ds della Cofidis Roberto Damiani in un'intervista al giornale belga Het Nieuwsblad, sempre molto attento al Ciclismo.

Una cisti ad un piede per Elia Viviani

Damiani ha anche rivelato che una delle cause della crisi di Viviani è una cisti ad un piede che lo sta condizionando in questo Tour de France in cui non si è ancora espresso al meglio.

Il tecnico della Cofidis si è però detto fiducioso delle possibilità del suo corridore nel prosieguo della corsa, invitando a fare un bilancio solo a Parigi.

"Nella prima tappa ha fatto una buona volata e ci sono ancora molte opportunità in arrivo. Non possiamo incolpare Elia, è molto professionale, fa del suo meglio", ha commentato Damiani, che ha parlato anche dell'esclusione a sorpresa di Fabio Sabatini dalla squadra per il Tour de France. L'esperto corridore italiano era arrivato in Cofidis per essere l'apripista ideale per Viviani e invece nell'appuntamento più importante della stagione non è stato convocato per una scelta tecnica.

L'esclusione di Sabatini ha suscitato molti commenti nell'ambiente del ciclismo, facendo ipotizzare qualche problema tra Viviani e la squadra, anche a causa degli scarsi risultati ottenuti nella prima parte della stagione.

Damiani si è limitato ad ammettere che "avremmo voluto portare Sabatini, ma abbiamo dovuto fare delle scelte".

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