La tappa che ieri ha portato il Tour de France a Lavaur non ha risparmiato emozioni nonostante un percorso non particolarmente impegnativo. A creare scompiglio fin dalla partenza sono stati il vento e l’atteggiamento particolarmente aggressivo della Bora hansgrohe di Peter Sagan. Il campione slovacco e i suoi compagni di squadra hanno approfittato del forte vento laterale per lanciare la corsa su ritmi vertiginosi e frantumare il gruppo, un’operazione con il duplice obiettivo di vincere la tappa e guadagnare punti pesanti per la classifica della maglia verde.

La Bora è riuscita nell’intento di togliere di mezzo molti degli avversari più pericolosi di Sagan, ma l’ex Campione del Mondo non ha potuto finalizzare il lungo e difficile lavoro dei compagni a causa di un salto di catena nelle battute finali della corsa, poi vinta da Wout van Aert.

Peter Sagan: ‘Orgoglioso dei miei compagni’

Peter Sagan e la Bora hansgrohe sono stati i grandi protagonisti della tappa di ieri del Tour de France, almeno nelle fasi iniziali e centrali. Il tre volte iridato e la sua squadra si sono presi la responsabilità di fare un’azione coraggiosa e spettacolare già all’inizio della corsa, forzando l’andatura sotto le sferzate del vento laterale per spezzare il gruppo in più parti. Questa strategia così aggressiva è stata un’idea dello stesso Sagan, come ha raccontato il campione slovacco al termine della corsa.

“I Direttori Sportivi non erano completamente d’accordo con quello che stavamo facendo all’inizio della corsa”, ha dichiarato Sagan ricostruendo quelle concitate fasi della tappa in cui è partita la bagarre.

“Ma poi hanno visto che funzionava ed è andato tutto bene. Abbiamo controllato la corsa, i miei compagni hanno fatto un lavoro fantastico, sono orgoglioso di loro perché hanno combattuto dall’inizio alla fine. Sembrava tutto perfetto, poi ho avuto sfortuna nel finale”, ha continuato il capitano della Bora.

‘Mi aspettavo di più’

Dopo aver innescato la lotta che ha frantumato il gruppo e aver tirato a fondo per decine e decine di chilometri, Sagan e compagni si sono poi fatti da parte lasciando alle altre squadre il compito di finire il lavoro.

La Ineos ha dato una nuova poderosa accelerata a poco più di trenta chilometri dal traguardo provocando degli ulteriori frazionamenti. Sagan è rimasto nella prima parte del gruppo attendendo la volata per concretizzare la grande fatica profusa dai compagni, ma non è riuscito a centrare la vittoria. Il capitano della Bora si è piazzato nella scia di van Aert, poi vincitore, ma dopo essersi spostato dall’altro lato della strada per trovare un varco ha avuto un contatto con Hofstetter e un salto di catena che lo hanno relegato al tredicesimo posto.

“Ero dietro a van Aert, ad un certo punto ho visto uno spazio sulla sinistra e sono partito, ma la catena è saltata. Sono stato fortunato a rimanere in piedi, ovviamente era tutto finito.

Mi aspettavo di più”, ha raccontato Sagan, che ha chiuso al tredicesimo posto ma ha avuto almeno la consolazione di vestire nuovamente la maglia verde, l’obiettivo principale del suo Tour de France. “Devo vincere la maglia verde in tappe come questa, anche se speravo in un finale diverso”, ha ammesso Sagan.

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