Mario Cipollini ricorda Marco Pantani proprio nelle giornate in cui è al cinema il film dedicato all'indimenticato ciclista scomparso nel 2004. Cipollini parte dal ricordo del suo mondiale di Ciclismo vinto nel 2002. A distanza di 18 anni ricorda quel 13 ottobre, quella prova di squadra che lo ha portato a diventare campione del mondo, e del fatto che gli sarebbe piaciuto molto correre con la maglia di campione del mondo facendo il gregario di Marco Pantani. Un progetto che poi non è stato realizzato.

Mario Cipollini: 'Il mondiale del 2002 uno dei ricordi più belli da atleta'

Mario Cipollini apre il suo video parlando del mondiale del 2002 vinto a Zolden.

Quello che definisce uno dei momenti più belli della sua vita da atleta e di cui il 13 ottobre ricorreva il diciottesimo anniversario. "In quell'occasione abbiamo, come nazionale, dato una lezione di ciclismo al mondo intero. Tutta la squadra ha corso alla grande dal primo all'ultimo. E avevamo forti squadre ad opporsi a noi, Belgio e Germania su tutte". Cipollini analizza che quel ciclismo non c'è più oggi: "In 18 anni l'Italia è scesa e ora siamo l'ultima ruota del carro. Deve cambiare qualcosa e le persone che hanno comandato il ciclismo in questi anni devono farsi da parte. Spero lo capiscano anche loro, serve un cambiamento e spero che Silvio Martinello alla Federazione Ciclismo possa concretizzare questo cambiamento per riportare l'Italia dove merita di stare.

Trovando e reclutando giovani già a partire dalle scuole elementari".

Il Re Leone: 'Ho visto il film su Marco Pantani, è di una tristezza atroce'

Mario Cipollini racconta di avere visionato il fllm su Marco Pantani che è in questi giorni nelle sale cinematografiche. 'Ho visto tante cose nel film, molte le sapevo, qualche altra no, il film è di una tristezza atroce.

Avrei tanto voluto correre con Marco Pantani, dopo il 2002, avevo già un'età importante, mi sarebbe tanto piaciuto fare un anno con lui, mi stuzzicava l'idea di gareggiare insieme a lui e per lui, da gregario con la maglia di campione del mondo, anche per scuoterlo. Io e Marco eravamo d'accordo, purtroppo questa operazione non è andata in porto e la ragione va chiesta ad altri, non a me che ho lanciato l'idea".

Poi Cipollini parla del film: "Pannofino - spiega Cipollini- interpreta una parte straordinaria, dà una tristezza atroce vedere come è stato lasciato solo un campione come lui, non protetto dalla politica sportiva e dalla politica in generale. E' devastante vedere cosa può fare questo paese ai suoi campioni. Sono uscito rattristato e penso alle sofferenze di Marco, di Tonina, della sua famiglia e di tutti i fan e le persone che hanno apprezzato Marco'.

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