La presidente della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni Tiziana Gibelli, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Sole 24 Ore, ha lanciato una proposta: obbligo di vaccino per poter praticare lo sport a livello amatoriale e dilettantistico. Tale richiesta, nelle idee della presidente, sarebbe un buon strumento per poter accelerare una ripartenza in sicurezza del settore sportivo. Tale obbligatorietà si tramuterebbe poi in una sorta di patentino vaccinale, considerato necessario e "inevitabile".

L'idea di un patentino si inserisce in una prospettiva che tiene conto del turismo e dei viaggi

La Gibelli, come detto, ha spiegato la sua idea in una intervista rilasciata al quotidiano. Ad esso, la presidente ha affermato di credere nella necessità di un patentino vaccinale per fare attività sportiva, dagli "incontri amatoriali agli allenamenti in palestra". L'idea del certificato vaccinale, definito di "buon senso", si inserisce in una prospettiva più ampia, all'interno della quale le regioni hanno inserito anche il settore del turismo e dei viaggi. Per quanto riguarda il primo, l'idea è quella di permettere alle persone vaccinate di poter soggiornare e muoversi liberamente, in modo da ridare fiato economicamente a un settore tra i più in difficoltà.

Per la tematica relativa ai viaggi, invece, la proposta della Gibelli prende spunto da quanto previsto da alcune compagnie aeree extra europee, secondo le quali ci si deve essere sottoposti a vaccino per poter prenotare un viaggio.

La proposta della Gibelli lascia aperti numerosi quesiti pratici

L'idea resa nota da Tiziana Gibelli, però, lascia diversi quesiti irrisolti di natura pratica.

La prima chiarificazione che dovrà essere fatta sarà quella che distingue lo sport amatoriale da quello dilettantistico. Un raduno di amici che prenotano un campo sportivo, infatti, rientrano nella categoria degli amatori, mentre una società sportiva che partecipa a un campionato federale (a prescindere dal fatto che sia nazionale, locale, juniores o seniores) rientra invece nella categoria dei dilettanti.

Tale distinzione è importante in quanto, per coloro che rientrano nella categoria dilettantistica, sono già previsti dei protocolli sanitari, stilati dalle federazioni. Inoltre, un secondo tipo di problema riguarderebbe anche lo sport amatoriale individuabile: in particolare, il sito si è chiesto se l'obbligo riguarderebbe anche un ciclista che, per esempio, pedala abitualmente da solo. Infine, l'ultimo problema emerso è di natura costituzionale: una sentenza della Corte del 2018, infatti, ha previsto che l'obbligo vaccinale può essere introdotto solo dal Parlamento, e non mediante un Dpcm o un decreto.

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