Marvin Hagler è morto, il leggendario pugile statunitense considerato tra i più grandi di ogni epoca 'pound-for-pound' è deceduto nella sua casa nel New Hampshire. A dare la notizia - quando in Italia erano le prime ore di domenica 14 marzo - è stata la moglie Kay. Poche, tristi parole da parte della signora Hagler: "Mi dispiace fare un annuncio molto triste, oggi purtroppo il mio amato marito 'Marvelous' Marvin è morto inaspettatamente nella sua casa. Vi chiediamo di rispettare la nostra privacy in un momento difficile". L'ex campione indiscusso dei pesi medi aveva 66 anni.

Lo chiamarono 'il meraviglioso'

Nato a Newark, nel New Jersey, il 23 maggio 1954, Marvin Hagler inizia a tirare di Boxe all'età di 15 anni quando si trasferisce con la sua famiglia a Brockton, nel Massachussets. Nel 1973 inizia la sua carriera da professionista battendo Terry Ryan per ko in due round. La sua carriera, però, sembra subire un rallentamento quando nel 1976 perde due match contro Bobby Watts e Willie Monroe. Si rialza rapidamente vincendo i successivi match ed è in questa fase che Bob Arum si accorge di lui e lo mette sotto contratto. Con la sapiente guida del potente manager, nel 1979 ha la sua prima chance mondiale per il titolo mondiale dei pesi medi versione Wba e Wbc contro Vito Antuofermo, un match violentissimo al termine del quale viene dichiarata la parità.

Hagler deve ancora mordere il freno, nel frattempo Antuofermo viene detronizzato da Alan Minter che il 27 settembre del 1980 mette in palio le sue cinture a Londra proprio contro Hagler: non ci sarà contesa, il britannico va ko dopo 3 round e Marvin può finalmente salire sul trono iridato. Il mito del 'meraviglioso' nasce proprio qui, per sette lunghi anni infatti Hagler sarà il dominatore incontrastato dei pesi medi.

I combattimenti che lo hanno consegnato al mito

Il suo lungo regno non ha tentennamenti, il 13 giugno del 1981 affronta nuovamente Antuofermo che questa volta si deve arrendere dopo 4 round, due anni dopo mettendo al tappeto Wilford Scypion si fregia anche del titolo mondiale Ibf e si appresta a misurarsi con un vero monumento come Roberto Duran nel novembre 1983.

L'esperto pugile panamense lo mette in seria difficoltà anche se Hagler la spunta di misura ai punti dopo 15 riprese tiratissime. L'anno dopo difende i titoli a Las Vegas contro Juan Domingo Roldan che verrà battuto per tko in 10 round, tuttavia il combattimento resta celebre per l'unico knock down subito da Hagler nella sua carriera, alla prima ripresa, anche se guardando le immagini sembra evidente come in realtà sia scivolato.

Il 15 aprile del 1985 il suo combattimento più bello contro Thomas Hearns, appena tre riprese che entrano però nella storia per intensità e brutalità: Marvin infliggerà al grande rivale il più terrificante knock out della sua carriera. Poi si confronta con il terribile picchiatore ugandese John Mugabi, soprannominato 'la bestia': anche questo match disputato al Caesars Palace di Las Vegas è assolutamente indimenticabile per tensione e potenza dei colpi che entrambi i pugili si scambiano sul ring senza curarsi di stringere le guardie.

Mugabi va a segno, ma Hagler non vacilla e finisce per metterlo al tappeto all'11^ ripresa.

Il 6 aprile del 1987, invece, l'avversario si chiama Sugar Ray Leonard e non ha bisogno di presentazioni, manca sul quadrato da tre anni e in tanti pensano che sia solo una vittima predestinata di Hagler. La classe di Leonard è invece quella dei tempi migliori, il campione va in difficoltà ma non molla di un centimetro e ne scaturiscono 12 riprese di rara bellezza pugilistica. Il verdetto finale premia Leonard, forse due o tre punti in più ci potevano stare o, probabilmente, sarebbe stato più giusto un pari. Sul cartellino di uno dei tre giudici vengono segnati otto punti per lo sfidante, 'una vera bestemmia' li definirà Rino Tommasi nella sua telecronaca per la tv italiana.

Deluso per una sconfitta che definisce immeritata e "stanco della politica che manovra lo sport" (parole sue), Marvin Hagler appende definitivamente i guantoni al chiodo dopo 67 combattimenti con 62 vittorie (52 per ko), 3 sconfitte e 2 pari.

Dopo il ritiro

Il suo sarà dunque un addio definitivo, in seguito si trasferisce in Italia, a Milano, e intraprende la carriera di attore recitando in alcuni film, tra cui 'Indio' e 'Indio 2'. Nel 1997 è al fianco di Terence Hill in 'Potenza virtuale'. In seguito tornerà al pugilato lavorando per la televisione britannica come commentatore, mentre nell'estate del 2009 insieme ai ragazzi della Sportforma Boxe di Torino recita nella parte del narratore protagonista del documentario 'Il Cinema sul ring', prodotto da SkyCinema con la regia di Simone Del Vecchio, dove racconta la relazione tra il pugilato e il mondo del cinema.

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