Il Giro dei Paesi Baschi non si è concluso nella maniera migliore per Tadej Pogačar e la sua Uae Emirates. La squadra diretta da Mauro Gianetti era arrivata all’ultima tappa in una posizione di classifica invidiabile, con Brandon McNulty in maglia gialla e Pogačar al quinto posto a 43’’. Un episodio particolare avvenuto nella giornata conclusiva ha però capovolto la situazione, mandando alla deriva McNulty e mettendo in grande difficoltà anche il vincitore del Tour de France. I due portacolori della Uae si sono fatti cogliere di sorpresa quando Alex Aranburu, corridore basco della Astana–Premier Tech, ha attaccato nella discesa di Elosua-Gorla provocando una spaccatura nel gruppo.

Pogačar: ‘Un corridore della Ineos ha fatto un buco’

La pazza discesa di Aranburu ha cambiato improvvisamente il volto della corsa, quando mancavano ancora più di 60 chilometri al traguardo dell'ultima tappa del Giro dei Paesi Baschi. Alcuni corridori sono riusciti a seguire il suo ritmo indiavolato, mentre il resto del gruppo si è spezzato in più parti. Primož Roglič è stato pronto e abile a non perdere contatto, mentre altri uomini di classifica, tra cui la maglia gialla McNulty e Pogačar, hanno colpevolmente iniziato la discesa più a centro gruppo e sono rimasti tagliati fuori da questa selezione decisiva.

I due corridori della Uae, aiutati da Marc Hirschi, hanno poi cercato di rientrare sul gruppetto di Roglič nel successivo tratto pianeggiante, ma con il ritmo imposto dai battistrada l’impresa non è riuscita e la loro tappa si è complicata in maniera irreparabile.

Tadej Pogačar si è mostrato molto amareggiato al termine della corsa ed ha criticato in maniera aperta l’atteggiamento di Aranburu e della Astana, a suo dire troppo sprezzante del pericolo.

“Perché devi correre così tanti rischi in una discesa? Certo che puoi rischiare, ma mi chiedo davvero perché lo devi fare” ha dichiarato il vincitore del Tour de France. “Quando la Astana ha attaccato un corridore della Ineos ha fatto un buco. Era impossibile superarlo subito. Dopo due o tre curve il distacco era già aumentato, abbiamo perso il contatto con il primo gruppo.

Dopo era troppo tardi per chiudere il distacco. Fino a lì avevamo controllato la situazione, ci aspettavamo davvero qualcosa di diverso” ha aggiunto il campione della Uae Emirates.

‘Frustrante che avvenga in discesa’

Una volta creato il distacco nella discesa di Elosua-Gorla, la situazione si è definitivamente compromessa per la Uae Emirates nella successiva salita di Krabelin, un’ascesa particolarmente difficile sulla quale la maglia gialla Brandon McNulty ha ceduto nettamente. Pogačar ha prima cercato di aiutare il compagno poi, una volta palesate chiaramente le difficoltà dell’americano, è passato al contrattacco personalmente.

Il ritardo già accumulato rispetto a Roglič e compagnia non gli ha però più permesso di rientrare e alla fine il leader della Uae si è dovuto accontentare di salire sul terzo gradino del podio nella classifica generale.

“Ho combattuto fino all’ultimo metro” ha raccontato a fine corsa Tadej Pogačar. “Ovviamente è frustrante che sia avvenuto in discesa, ma anche questo fa parte del Ciclismo” ha aggiunto il campione sloveno.

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