Liegi, San Sebastian, Vuelta e ora anche i Mondiali. Remco Evenepoel ha aggiunto anche la maglia iridata ad una stagione che è già nella storia del Ciclismo. Il belga ha impresso il suo marchio, la fuga solitaria, anche sui Mondiali di Wollongong, che per vicende extrasportive e andamento tattico della corsa hanno visto mancare nel grande spettacolo molti dei protagonisti più attesi. La Francia ha costruito una corsa d’attacco, che però ha porto ad Evenepoel l’occasione di lanciarsi tutto solo verso il successo dopo aver escluso dalla contesa gli altri favoriti.

L’Italia ha giocato bene le sue carte, arrivando a giocarsi una medaglia con Lorenzo Rota, che però ha perso la grande occasione nelle battute finali.

Mondiali, Van der Poel si ferma subito!

Il Mondiale dei professionisti è partito sotto un bel sole primaverile, che ha reso la corsa meno insidiosa e più veloce di quelle dei giorni scorsi. Nelle fasi iniziali è andata via una fuga di comprimari, ma già nei primi chilometri si è registrato un clamoroso colpo di scena, il ritiro di Mathieu Van der Poel. Il fuoriclasse olandese è stato arrestato e poi rilasciato nella notte dopo un alterco con delle ragazze che facevano baccano davanti al suo albergo.

Provato da questa disavventura, Van der Poel è partito ma si è ritirato dopo pochi chilometri.

La corsa è salita presto di tono grazie alla Francia, protagonista di una strategia molto aggressiva, probabilmente ispirata dalla scarsa condizione di Alaphilippe che ha costretto il Ct Voeckler a cercare delle soluzioni alternative.

Prima è stato Sivakov a lanciare un contrattacco che ha portato anche Battistella, O’Connor e Plapp a rientrare sui fuggitivi. Olanda e Spagna hanno speso energie preziose per tirare in testa al gruppo, finchè a poco più di settanta chilometri dall’arrivo i francesi hanno proposto una nuova azione da cui ha preso il largo un folto e qualificato gruppetto.

Tra questi si è inserito anche Remco Evenepoel, in compagnia di Hermans e Dewulf, oltre a Hindley, Bardet, Tratnik, Schmid, Powless, Lutsenko e gli azzurri Rota e Conci.

L'assolo di Remco, Trentin primo degli azzurri

Il gruppetto di Evenepoel è andato in breve a raggiungere i battistrada, mentre gli inseguitori con Van Aert e Pogacar hanno rallentato, permettendo di dilatare il distacco fino a due minuti e uscendo di fatto dalla corsa per la vittoria.

Evenepoel si è così trovato in una situazione ideale, con un gruppo di avversari abbordabile, anche se interamente concentrato sulle sue mosse. Dopo qualche allungo preparatorio, il campione belga ha colto l’attimo propizio a due giri dalla fine, in un tratto apparente innocuo.

Evenepoel è riuscito a andarsene insieme a Lutsenko, con i francesi rimasti sorpresi e incapaci poi di reagire. All’inseguimento della coppia al comando si è formato un quartetto con Lorenzo Rota, Pascal Eenkhorn, Mattias Skjelmose e Mauro Schmid.

Evenepoel ha disposto a piacimento di Lutsenko, e quasi senza accorgersene, è riuscito a staccarlo sul penultimo passaggio in salita, iniziando la sua classica cavalcata solitaria. Lutsenko ha cercato di resistere alla rincorsa di Rota e compagnia, ma nel finale ha dovuto cedere allo sforzo e si è visto raggiungere.

Evenepoel ha avuto il tempo di godersi il trionfo, mentre gli inseguitori hanno gettato l’occasione della vita di giocarsi una medaglia iridata rallentando fin quasi a fermarsi.

Rota e compagni si sono così visti raggiungere anche dal gruppo con Van Aert e Pogacar e le medaglie d’argento e bronzo si sono così decise con una folta volata. La Francia ha rimediato ad una corsa che era sfuggita via grazie al bello spunto di Christophe Laporte, che ha superato Michael Matthews, Van Aert, Trentin e Kristoff.