Tra Peter Sagan e Wout Van Aert le relazioni continuano a esser ridotte ai minimi termini dopo i fatti dello scorso Tour de France. Il tre volte campione del mondo di ciclismo e il belga della Jumbo-Visma arrivarono a stretto contatto nel finale della terza tappa, quella con arrivo a Sønderborg. La corsa si risolse con uno sprint di gruppo e il successo di Dylan Groenewegen, ma appena dietro al velocista olandese non mancarono i contatti al limite del regolamento. Tagliando il traguardo, Peter Sagan accusò platealmente Van Aert di averlo ostacolato con una manovra scorretta, e tra i due volò qualche parola pesante.
La giuria non prese però nessun provvedimento, confermando il risultato acquisito sulla strada e la legittimità dei movimenti di Van Aert.
Peter Sagan: 'Mi ha insultato'
Quello avvenuto all'ultimo Tour de France non è stato l'unico scontro tra Sagan e Van Aert. Tra i due c'era stato un precedente, sempre al Tour, nell'edizione 2020. Allora, nell'undicesima tappa, lo slovacco fu declassato dalla giuria per una presunta scorrettezza ai danni del belga, che sul traguardo fece un gesto ingiurioso verso l'avversario. Da quell'episodio i rapporti tra i due campioni non si sono più distesi. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Sagan ha spiegato di aspettare ancora delle scuse da Van Aert per il suo atteggiamento.
"È un grande campione, ma mi ha insultato al Tour de France e non si è ancora scusato. Per questo mi ha deluso come persona. Sto aspettando che venga lui da me, io non andrò da lui e penso che capisca il perché", ha dichiarato il campione della TotalEnergies.
'Tre casi di Covid, ma non cerco scuse'
Peter Sagan ha parlato anche delle prospettive e dei programmi per la nuova stagione, in cui cercherà di riproporsi tra i protagonisti delle grandi corse dopo un paio d'anni di inesorabile declino. Nonostante i quasi 33 anni, la lunga e logorante carriera alle spalle, l'avanzare delle nuove generazioni che hanno ormai preso il sopravvento, il campione slovacco è ancora convinto di poter dire la sua nelle classiche di primavera e sugli altri traguardi più prestigiosi della stagione.
"Sto facendo del mio meglio, come sempre, per essere pronto a combattere ai massimi livelli. Se non ci credessi, non lo farei", ha replicato Sagan alla domanda sulle sue reali possibilità nelle corse più importanti.
Il campione della TotalEnergies non ha accettato la facile scusa dei tre casi di contagio da Covid-19 per i risultati deludenti degli ultimi due anni. "Non mi piace cercare scuse. Con il Covid ho avuto molta esperienza, tre volte. Un caso è stato brutto, uno con pochi sintomi, ma l'abbiamo avuto quasi tutti", ha commentato Sagan.
Il tre volte iridato ha confermato che debutterà alla Vuelta a San Juan di gennaio e che poi resterà in Sud America per uno stage di allenamenti in altura, che farà da preludio alle classiche di primavera.