È successo un po' di tutto nella sesta e penultima tappa della Volta a Catalunya, quella con arrivo a Molins de Rei. Dopo la quinta tappa vinta da Roglič, la corsa proponeva un tracciato non particolarmente difficile, con solo un Gpm di seconda categoria a una trentina di chilometri dall'arrivo, ma è stata caratterizzata da tanti episodi particolari. Egan Bernal è stato costretto al ritiro dopo essere caduto nelle fasi centrali della corsa. Sulla salita Remco Evenepoel ha tentato a sorpresa un attacco, ma Primož Roglič lo ha seguito prontamente.

Lo sloveno non ha però voluto collaborare, un atteggiamento che ha spazientito il campione del mondo e fatto naufragare la fuga. L'arrivo è stato con uno sprint di un gruppo di una cinquantina di corridori, in cui Kaden Groves ha conquistato la vittoria pedalando con la bici del compagno Xandro Meurisse, presa nel finale dopo una foratura.

Ciclismo, ancora uno stop per Bernal

La sesta tappa della Volta a Catalunya si è corsa su un tracciato un po' alleggerito rispetto a quello inizialmente annunciato.

L'organizzazione ha cancellato il passaggio su una delle salite della corsa a causa di problemi di sicurezza. Nonostante questo inconveniente, la tappa ha offerto una corsa di grande intensità, un po' pazza e con diverse sorprese. L'avvio è stato veloce e con tanti scatti. Nessuna fuga è però riuscita ad avvantaggiarsi e il gruppo è arrivato compatto al primo traguardo volante, dove Primož Roglič ha superato Remco Evenepoel prendendo 3'' di abbuono contro i 2'' del campione del mondo.

Nelle fasi centrali sono riusciti a evadere Geoffrey Bouchard, Simone Velasco, Carlos Verona, Fausto Masnada, Jonas Gregaard e Oscar Onley. Mentre si sviluppava la fuga si è purtroppo registrata anche la caduta di Egan Bernal. Il campione colombiano, al rientro dopo l'infortunio al ginocchio patito a gennaio, ha provato a risalire in bici, ma si è poi ritirato.

I fuggitivi non sono riusciti a rimanere al comando a lungo. Già sulle prime rampe della salita di Alt de la Creu d'Aragall, a una trentina di chilometri dall'arrivo, il gruppo è andato a riprenderli. Qui è entrato in azione Marc Soler con una delle sue solite azioni un po' estemporanee. Anche oggi lo spagnolo della UAE non è rimasto al fianco del leader Almeida, ma non ha guadagnato più di qualche secondo.

Evenepoel si arrabbia con Roglič

La corsa si è infiammata in vista dello scollinamento, quando Remco Evenepoel ha cercato di sorprendere Primož Roglič. Il campione del mondo è partito all'attacco, ma lo sloveno lo ha marcato stretto per tutta la discesa. I due hanno raggiunto e superato Soler in una contropendenza, ma Evenepoel ha cominciato a spazientirsi, anche in modo plateale, con Roglič, reo di non voler collaborare.

Lo sloveno, interessato solo a difendere la sua maglia di leader, non ha mai concesso cambi ed Evenepoel alla fine si è rialzato ed ha desistito.

Il gruppo, tirato da Alpecin e AG2R e ridotto a una cinquantina di corridori, si è così riportato sui due campioni. Spinto dalla rabbia, Evenepoel è però andato a prendersi l'abbuono del secondo traguardo volante e quel secondo perso da Roglič a inizio tappa. La corsa è rimasta molto aperta e confusa. Anche Landa e Ciccone hanno provato a muoversi negli ultimi km in pianura, ma senza fortuna.

L'ultimo tentativo è stato portato da Armirail, anche questo annullato ormai quasi in volata, con Evenepoel determinato a sprintare e Roglič a marcarlo stretto. La Bora si è organizzata per lanciare Schelling, ma ad approfittarne è stato Kaden Groves. L'australiano della Alpecin, usando la bici di Meurisse presa dopo una foratura, ha superato facilmente Schelling ed è andato a vincere la sua seconda tappa davanti a Coquard.

Evenepoel ha chiuso quinto, senza abbuoni, e così la classifica generale è rimasta con 10'' di distacco a favore di Primož Roglič. Almeida è ancora terzo a 1'07'', mentre Ciccone è settimo. Domani la Volta a Catalunya si conclude con la classica tappa di Barcellona, in cui Evenepoel darà un ultimo assalto per spodestare Roglič.