Danilo Di Luca, classe 1976, squalificato a vita nel 2013, è tornato a parlare di Ciclismo e della sua nuova vita da imprenditore a BlaBlaBike, il podcast di TuttoBiciWeb. "Proseguo con il mio lavoro, Cisco biciclette: è una passione che avevo da corridore e continuo ad avere oggi", ha raccontato con entusiasmo.

L’ex corridore, oggi a capo di un’azienda di bici da corsa di alto livello, ha anche lanciato una squadra Under 23 e guarda avanti con ambizione: "Piano piano sto crescendo. L'anno prossimo c’è la possibilità di una continental".

Nonostante gli anni lontani dalle gare, Di Luca non ha mai smesso di pedalare: "In bici ci vado ancora, anche se poco allenato.

Però non ho ancora ceduto alla bici a pedalata assistita".

Sulla nuova generazione di fenomeni del ciclismo mondiale, Di Luca non ha dubbi: "Pogacar? È imbarazzante per quanto è forte. Quello che fa lui non lo faceva neanche Merckx. Ma io preferisco Van der Poel, tatticamente è superiore a tutti".

E su Filippo Ganna, il giudizio è chiaro: "Alla Roubaix lo vedo molto meglio rispetto alla Sanremo. Se gli dai 10 secondi, non lo prendi più".

Riflettendo sul ciclismo attuale, l’ex vincitore del Giro ha espresso una certa nostalgia per la sua epoca: "Il mio ciclismo era più normale, più alla giornata. Oggi è tutto esasperato. Mancano dialogo e armonia nel gruppo".

Spazio anche a un tema personale e delicato: la sua squalifica a vita.

"Sono passati 12 anni, magari si potrebbe cercare di fare qualcosa. Non ho mai parlato con nessuno, ma ogni tanto ci penso. Una persona sbaglia, paga e poi basta". A chi gli chiede se prova rimpianto, risponde con chiarezza: "Non ci penso mai. Era normale, si faceva così. Ho sbagliato, ma non ho rimpianti. Penso sempre al futuro".

Di Luca ha aperto infine alla possibilità di mettere la propria esperienza al servizio del movimento: "Qualcosa di buono l’ho imparato, lo potrei anche insegnare. Ho 49 anni, con l’età si imparano tante cose".

Chi è Danilo Di Luca

Nato a Spoltore, in provincia di Pescara, il 2 gennaio 1976, Danilo Di Luca è stato uno dei corridori italiani più talentuosi e controversi degli anni Duemila.

Vincitore del Giro d’Italia nel 2007, si è distinto per le sue doti esplosive, la visione tattica e la capacità di imporsi su ogni terreno, dalle tappe di montagna alle classiche più prestigiose. Ha conquistato gare come la Freccia Vallone, l’Amstel Gold Race e il Giro del Lazio, indossando anche la maglia rosa in più edizioni del Giro. Definito da molti “il Killer di Spoltore” per la sua aggressività agonistica, ha rappresentato un punto di riferimento del ciclismo italiano per oltre un decennio. La sua carriera è stata però segnata da diverse vicende legate al doping, culminate nel 2013 con una squalifica a vita. Da allora si è reinventato come imprenditore nel settore delle biciclette di alta gamma, rimanendo profondamente legato al mondo delle due ruote, che continua a seguire con passione e attenzione.