Tadej Pogačar è arrivato in Belgio con propositi bellicosi, ma con la solita sfumatura di leggerezza che lo contraddistingue. A un paio di giorni dal grande evento del Giro delle Fiandre, in programma domenica 6 aprile, e in vista dell’attesissimo debutto alla Parigi-Roubaix, una settimana più tardi, il campione del mondo di ciclismo ha incontrato la stampa per parlare delle due grandi sfide che lo attendono. Pogačar ha promesso due corse all’insegna dello spettacolo e degli attacchi per sfiancare Van der Poel. Il fuoriclasse sloveno ha anche minimizzato i rischi della Roubaix, una classica in cui avvengono spesso incidenti, ma che lui non ritiene più pericolosa della Milano-Sanremo o delle tappe da sprint che aprono i grandi giri.
'Sono al Fiandre per vincere'
Come sempre, Tadej Pogačar non ha fatto pretattica e non si è nascosto alla vigilia del Giro delle Fiandre, annunciando una corsa molto aggressiva per non arrivare allo sprint con Van der Poel. “Sono qui per vincere”, ha dichiarato il campione del mondo di ciclismo. “Il Giro delle Fiandre è una gara diversa dalla Milano-Sanremo, molto più dura. Il pavé è il terreno preferito di Mathieu, ed è difficile batterlo, ma ci sono anche altri corridori da tenere in considerazione. Mathieu è uno dei migliori in volata, quindi cercherò di evitare uno sprint con lui. Deve essere una gara dura, allora la differenza tra noi potrebbe essere minore", ha dichiarato Pogačar, che poi ha scherzato su questo confronto diretto con Van der Poel che si preannuncia come il tema dominante di tutta la campagna di classiche.
"Mi piace il suo modo di correre e per quanto sia forte, ma se potessi scegliere tra restare a casa con Urška o gareggiare contro Mathieu, preferirei restare a casa", ha riso il campione del mondo di ciclismo, che non esclude neanche Wout van Aert tra i pretendenti alla vittoria del Fiandre. Il belga è reduce da un periodo molto tormentato e sfortunato, tra cadute ed episodi negativi, ultimo dei quali alla Dwars door Vlaanderen, in cui ha perso inopinatamente una corsa che la Visma aveva dominato. "Alla Dwars, lui e la Visma hanno commesso un errore, ma Wout preferisce le grandi corse e il Fiandre è uno dei suoi principali obiettivi, quindi mi aspetto che sia forte", ha dichiarato Pogačar.
'Alla Roubaix prima che sia troppo tardi'
Nonostante l'impegno più imminente sia il Giro delle Fiandre, durante la conferenza stampa non sono mancate diverse domande sulla Parigi-Roubaix, che si correrà il 13 aprile. Pogačar sarà al debutto in questa classica del tutto speciale, e questa prima volta è attesa con particolare interesse e curiosità nel mondo del ciclismo. La Roubaix è, infatti, una corsa per specialisti assoluti del pavé, e la presenza di un campione come Pogačar, che intreccia corse a tappe con classiche è del tutto singolare. Basti pensare che l'ultimo corridore ad aver corso la Roubaix da campione in carica del Tour de France è stato Greg LeMond nel 1991.
Pogačar ha parlato della ricognizione fatta sul percorso della Roubaix nei giorni scorsi.
"È andata davvero bene. Ho fatto una bella ricognizione e non vedo l'ora di correre. La Roubaix è il grande obiettivo? Non saprei dirlo. Devo prima provarla e vedere come funziona la corsa per me, ma sono ottimista sul fatto di poter fare una bella gara", ha dichiarato il campione del mondo di ciclismo, che ha spento le tante chiacchiere sui rischi che si sta assumendo nel voler correre a tutti i costi una classica estrema e pericolosa come la Roubaix.
"La Roubaix è pericolosa tanto quanto la Strade Bianche, ma penso che la prima tappa da volata di un grande giro o la Milano-Sanremo prima della Cipressa siano più pericolose. La decisione di partecipare è stata mia. È una delle corse più importanti e volevo partecipare prima che sia troppo tardi", ha commentato Tadej Pogačar.