Al Giro delle Fiandre di ieri, Tadej Pogačar ha scritto una pagina che è già pronta a entrare nella storia del ciclismo.
Il fuoriclasse sloveno si è consacrato come un corridore totale, capace di dominare la scena nei grandi giri come nelle classiche del pavè, andando a battere gli specialisti sul loro terreno. Nelle fasi finali di una corsa mozzafiato, Pogačar ha staccato Mathieu Van der Poel sul muro dell'Oude Kwaremont, ha ripreso e sorpassato di slancio Mads Pedersen e si è involato imprendibile verso la vittoria.
Per dare una dimensione più precisa dell'impresa realizzata, basti dire che il campione della UAE Emirates è solo il terzo nella storia del ciclismo a vincere il Fiandre e il Tour, un risultato raggiunto finora solo da Louison Bobet ed Eddy Merckx.
Pogačar, tubeless da 30mm al Fiandre
Tadej Pogačar ha costruito questa corsa con una preparazione accurata, una determinazione feroce che finora non si era mai vista, e una bici con alcuni accorgimenti tecnici particolari. Il Giro delle Fiandre è una corsa unica per il suo percorso, per i muri in pavè e le mille insidie, e per questo spesso le squadre hanno spesso studiato delle soluzioni speciali sulle biciclette.
Pogačar ha corso questo Fiandre con una bici Colnago V4Rs, con ruote Enve SES 4,5 con un'altezza del profilo differenziata tra anteriore, da 50mm, e posteriore, da 56mm. Per le gomme, Pogačar ha optato per delle tubeless Continental da 30mm, gonfiate con delle pressioni piuttosto basse, 3.4 all'anteriore e 3.6 al posteriore.
Come rapporti il campione sloveno ha scelto una guarnitura 54-40 e una scala posteriore 11-30.
Il particolare più curioso e strano di questa bici è però senz'altro la chiave a brugola fissata con del nastro adesivo al reggisella. Il campione si è così portato dietro per tutta la corsa questo semplice utensile con cui cercare di risolvere alcuni possibili problemi tecnici. Non è raro che in una corsa come il Fiandre le ammiraglie si trovino molto indietro rispetto ai corridori e che questi possano rimanere a lungo fermi in attesa di ricevere assistenza.
'La Sanremo è la più difficile'
Con questa vittoria al Fiandre, Tadej Pogacar ha raggiunto un tris di successi nelle classiche monumento, aggiungendola Ronde al Lombardia e alla Liegi già conquistate negli anni scorsi.
Ad appena 24 anni, lo sloveno vede così all'orizzonte la possibilità di completare la raccolta di tutte e cinque le classiche monumento, un'impresa che nella storia del ciclismo è stata segnata solo da Merckx, Van Looy e De Vlaeminck.
"Cercherò di vincerle tutte", ha promesso Pogacar dopo il successo al Fiandre. "Credo che la Sanremo sia la più difficile, ci sono andato vicino, ma serve anche un po' di fortuna. Per la Roubaix dovrò aumentare di qualche chilo, ci proveremo anche se sarà difficile", ha commentato Tadej Pogacar.