Il Giro di Svizzera e tutto il mondo del ciclismo sono sotto shock dopo l'incidente che è costato la vita a Gino Mader. Il 26enne svizzero è caduto ieri nella discesa dall'Albulapass, una picchiata velocissima in cui i corridori hanno raggiunto anche i cento all'ora. Mader è finito fuori strada precipitando in un burrone per diversi metri e, nonostante gli immediati soccorsi e il trasporto in ospedale in elicottero, stamani è arrivata la terribile notizia della sua morte. La corsa oggi ha reso omaggio alla memoria dello sfortunatissimo ragazzo svizzero.

I corridori hanno pedalato solo negli ultimi 20 chilometri ad andatura ridotta, per poi far concludere in testa questa triste passerella ai compagni di squadra di Mader.

Evenepoel: 'L'arrivo si poteva fare in cima alla salita'

Il tragico incidente a Gino Mader ha provocato grande commozione nel mondo del ciclismo, ma ha anche accesso delle discussioni sulla pericolosità del percorso. Nella serata di ieri, il Campione del Mondo Remco Evenepoel, ha pubblicato un post su Twitter in cui ha criticato l'organizzazione del Giro di Svizzera per la scelta di piazzare l'arrivo in fondo alla discesa dell'Albulapass, ritenendo che questo abbia moltiplicato i rischi. "Un arrivo in cima alla salita era perfettamente fattibile, non è stata una buona decisione far finire la tappa al termine di questa pericolosa discesa.

Come ciclisti, dobbiamo pensare ai rischi che corriamo quando scendiamo da una montagna", ha scritto il Campione del Mondo.

La dura presa di posizione di Evenepoel ha provocato numerose reazioni, anche dagli stessi corridori presenti al Giro di Svizzera. Simon Geschke, uno dei veterani del gruppo, si è detto completamente in disaccordo con le parole di Evenepoel, forse provocate anche dalla spinta emotiva del momento.

Geschke: 'I corridori si prendono dei rischi'

Secondo il corridore tedesco, la discesa finale dall'Albulapass non presentava passaggi particolarmente difficili e pericolosi. Questa discesa è stata già affrontata molte volte nelle passate edizioni del Giro di Svizzera senza particolari problemi.

La strada è particolarmente veloce, con tratti rettilinei in cui si raggiungono punte da cento all'ora, ma con una visuale molto ampia e nessuna curva cieca.

"La discesa non era pericolosa, strade buone, niente tunnel, curve perfettamente visibili. Comunque sono d'accordo che mettendola negli ultimi 10 chilometri di una gara si cercano dei guai. Ma sono i corridori che si prendono dei rischi, non solo in discesa", ha scritto Simon Geschke puntando il dito sull'atteggiamento in corsa di alcuni colleghi.