Ancora scosso dall' incidente avvenuto nella quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi, il mondo del ciclismo si interroga sulle cause delle numerose cadute avvenute nelle ultime corse e sui possibili provvedimenti per migliorare la sicurezza dei corridori. Ben sapendo che uno sport come il ciclismo non può arrivare ad azzerare ogni rischio, in molti hanno evidenziato come la scelta dei percorsi e la loro messa in sicurezza sia un aspetto fondamentale in tal senso. La discesa in cui è avvenuto l'incidente non appariva a prima vista molto impegnativa e tecnica.

Il direttore dell'organizzazione Julian Eraso ha difeso il disegno della tappa, parlando di "discesa facile e segnalata", mentre l'ex campione Joseba Beloki ha dichiarato che in quella stessa curva sono avvenuti già tanti altri incidenti.

Eraso: 'Fa parte del ciclismo'

La caduta è avvenuta nella quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi, in un tratto di discesa a poco più di trenta chilometri dall'arrivo. In una curva a destra, molto veloce ma apparentemente senza particolari difficoltà tecniche, diversi corridori sono finiti a terra rovinosamente, probabilmente a causa della velocità eccessiva e della frenata ritardata. Anche Remco Evenepoel, Primoz Roglic, Jonas Vingegaard e Jai Vine sono stati coinvolti nell'incidente.

Il direttore dell'organizzazione del Giro dei Paesi Baschi, Julian Eraso, ha parlato stamani al via della quinta tappa. Eraso ritiene che quanto avvenuto ieri non sia stato dovuto alla pericolosità del percorso. "Può essere definito un normale incidente di corsa, fa parte del ciclismo. E' stato uno sfortunato incidente. La strada era ampia. Quest'anno abbiamo delle strade molto più sicure, ma a volte questo gioca contro perchè più è sicura e più i corridori vanno forte" ha dichiarato Eraso.

Il direttore del Giro dei Paesi Baschi ha spiegato come la discesa fosse ben segnalata da dei pannelli indicatori gialli posizionati nell'ingresso delle curve. "In quel punto il percorso era facile, era una curva a destra ben segnalata.

Tranne gli undici corridori caduti, tutti gli altri l'hanno superata senza problemi. Quelli che erano più a sinistra probabilmente hanno sbagliato la frenata e chi era dietro è finito fuori strada" ha commentato Eraso.

Beloki: 'Curva complicata per il terreno'

Alcuni corridori ed ex del posto hanno però testimoniato come quel tratto di discesa non sia così semplice come potrebbe apparire a prima vista. L'ex campione Joseba Beloki ne ha parlato con un post su Twitter. "Noi della zona conosciamo bene quella curva. È facile per il raggio di curva, ma molto complicata per il terreno. Ci sono delle radici che ti sorprendono in mezzo alla strada. Quanti incidenti abbiamo visto quest'anno proprio in quel punto", ha scritto Beloki.

Il conto dell'incidente è stato un "bollettino di guerra". Vingegaard si è fratturato la clavicola e diverse costole, oltre ad aver riportato uno pneumotorace. Evenepoel si è fratturato la scapola e la clavicola, mentre Roglic è uscito dall'incidente con contusioni e abrasioni. Tra i più malmessi ci sono stati Jai Vine, con una frattura alle vertebre cervicali e due a quelle toraciche, e Steff Crass, con due fratture vertebrali e alcune alle costole.