Nonostante la netta superiorità dimostrata per tutta la stagione e l'assenza di molti degli avversari più forti indichino come una formalità la vittoria di Tadej Pogacar alla Vuelta a España che scatta sabato 22 agosto, in casa UAE Team Emirates-XRG regna la massima cautela. A invitare tutti a non dare per scontata una vittoria dello sloveno è Jeroen Swart, Head Performance Manager del team emiratino, che in una conversazione con Cyclingnews ha svelato i dettagli di una preparazione decisamente atipica.
Nessun ritiro in quota: priorità al recupero mentale
Al contrario di quanto avviene abitualmente alla vigilia di un Grande Giro, Pogacar non ha effettuato alcun campo di addestramento in altura dopo le fatiche del Tour de France. Lo sloveno ha preferito un approccio più morbido, trascorrendo del tempo con la fidanzata Urška Žigart durante il Tour de France Femmes prima di fare rientro nella sua residenza a Monaco.
Una scelta ponderata e motivata da precise esigenze fisiologiche e psicologiche, come spiega lo stesso Swart:
"Nel passaggio dal Giro al Tour c'è ancora un margine di freschezza. A questo punto della stagione, invece, l'obiettivo primario è far sì che il corridore si riprenda completamente.
Un campo di addestramento in altitudine richiede un impegno mentale enorme, che in questa fase rischia solo di prosciugare le energie residue."
Swart definisce la Vuelta a España un impegno "esagerato" se affrontato dopo il Tour de France per un corridore così affamato di successi. "Le abilità fisiche di Tadej sono impareggiabili, su questo non ci sono dubbi," sottolinea il manager sudafricano. "La vera sfida sta nel mantenere alta la motivazione. Per questo motivo abbiamo intenzionalmente alleggerito il suo calendario stagionale, rinunciando ad esempio a diverse semi-classiche in primavera."
"Nessuno dia nulla per scontato"
In caso di vittoria in terra spagnola, Pogacar entrerebbe ancor di più nella storia del ciclismo completando la triplice corona dei Grandi Giri, seguendo le orme del suo grande rivale Jonas Vingegaard, diventato l'ottavo corridore di sempre a vincere Giro, Tour e Vuelta.
Tuttavia, Swart predica umiltà e non nasconde le insidie della corsa a tappe spagnola:
"Nessuno può dare nulla per scontato. La Vuelta sarà molto dura, anche per Tadej, specialmente dopo aver già speso così tanto al Tour. È una gara lunga e spietata."
Il fattore Monaco e la gestione della gara
A giocare a favore dello sloveno ci sarà sicuramente l'aspetto emotivo legato al percorso: la Vuelta prenderà infatti il via proprio da Monaco, la sua città di residenza. "A Tadej piace vincere ed è estremamente competitivo. Il fatto che la partenza avvenga nella sua città offre sicuramente una spinta motivazionale extra," ammette Swart.
Sebbene la Vuelta rappresenti un grande obiettivo, il vero 'target' principale della parte finale della stagione per Pogacar rimangono i Campionati Mondiali di Montréal, dove il livello della concorrenza si preannuncia più agguerrito.
Per questo motivo, la gestione delle forze in Spagna sarà cruciale.
"In una corsa come la Vuelta devi dare il massimo dall'inizio alla fine," conclude Swart. "Ma se fossimo capaci di costruire un buon margine fin dai primi giorni, Tadej potrebbe togliere leggermente il piede dall'acceleratore nella fase finale. Sarebbe l'approccio più intelligente e tattico."